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A meno di un’ora dalla Capitale, una gemma storica della Ciociaria che unisce acque miracolose, architettura liberty e un’inaspettata rinascita artistica

C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel sapere che a soli cinquanta minuti da Roma esiste un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, dove le acque sgorgano pure da secoli e dove i vicoli medievali raccontano storie di papi, artisti e antiche tradizioni. Fiuggi è una di quelle destinazioni che molti romani conoscono di nome, magari associandola all’acqua minerale che si trova al supermercato, ma che pochi hanno davvero esplorato con la curiosità che merita.

Eppure, dietro quella bottiglia verde che tutti abbiamo visto almeno una volta, si nasconde una storia affascinante che affonda le radici nel Medioevo, un centro storico che è stato trasformato in una galleria d’arte a cielo aperto e una tradizione termale che ha attirato personaggi del calibro di Papa Bonifacio VIII e Michelangelo Buonarroti.

La storia di Fiuggi

Per comprendere davvero Fiuggi bisogna partire dall’acqua, l’elemento che ha plasmato il destino di questo borgo ciociaro. Le proprietà benefiche delle sorgenti locali erano già note in epoca romana, quando venivano chiamate Fons Arilla, ma è nel Medioevo che la fama delle acque di Fiuggi iniziò a diffondersi in tutta Europa.

La storia racconta che Papa Bonifacio VIII, eletto nel 1294, soffrisse del temuto “mal di pietra”, ovvero i calcoli renali, una condizione dolorosissima per la quale all’epoca non esistevano cure efficaci. Avendo acquisito diritti feudali sul territorio di Anticoli, come si chiamava allora Fiuggi, il pontefice iniziò a frequentare regolarmente le fonti locali, trovando sollievo dalle sue sofferenze. Fu così che le acque iniziarono ad essere conosciute in tutta la cristianità, attirando pellegrini e malati da ogni dove.

Due secoli dopo, anche il genio del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti, divenne un assiduo frequentatore delle terme, tanto che nelle sue lettere si trovano riferimenti alle proprietà curative dell’acqua di Fiuggi. Non è un caso se ancora oggi la fonte principale porta il nome di Bonifacio VIII, un tributo al papa che contribuì a rendere celebre questo angolo di Ciociaria.

Il fascino liberty delle terme

Passeggiare oggi nella zona termale di Fiuggi significa fare un viaggio nel tempo, un’immersione nell’eleganza architettonica dei primi del Novecento quando la località conobbe il suo periodo di massimo splendore. Era il 1911 quando venne inaugurata la Fonte Bonifacio VIII, progettata dall’architetto Garibaldi Burba in quello stile liberty che ancora oggi caratterizza molti edifici della zona.

Di quella struttura originaria rimane oggi lo scenografico portale d’ingresso, un arco monumentale che introduce i visitatori in un mondo dove architettura e natura si fondono armoniosamente. Tra la fine degli anni Cinquanta e il 1969, l’architetto Luigi Moretti, lo stesso che progettò il celebre Palazzo Watergate di Washington, ripensò completamente l’interno della fonte, creando un affascinante dialogo tra spazi aperti e chiusi, tra modernità e tradizione.

Ma il vero gioiello architettonico di Fiuggi è il Grand Hotel Teatro Casinò, un edificio in stile liberty affacciato su Piazza Trento e Trieste che fu inaugurato nel 1911 e che oggi ospita il teatro comunale. Il Palazzo della Fonte, costruito nel 1913 sempre su progetto di Garibaldi Burba e impreziosito dagli affreschi del Galimberti, fu considerato uno dei migliori hotel d’Europa e ospitò persino il Re d’Italia.

Questi edifici testimoniano un’epoca in cui le vacanze termali erano un fenomeno sociale di prima importanza, quando l’aristocrazia e l’alta borghesia europea si davano appuntamento nelle stazioni termali per cure che duravano settimane, tra passeggiate nei parchi, concerti e vita mondana. Era un modo di viaggiare completamente diverso da quello frenetico di oggi, un rituale del benessere che oggi sta conoscendo una meritata riscoperta.

I benefici dell’acqua di Fiuggi

Ma cosa rende così speciale l’acqua di Fiuggi? La risposta sta nella particolare struttura geologica del territorio. Le acque che sgorgano dalle sorgenti locali vengono classificate come oligominerali, ovvero povere di sali minerali, grazie a un processo di filtrazione naturale che avviene attraverso strati di roccia vulcanica. Questo processo conferisce all’acqua proprietà diuretiche scientificamente dimostrate, particolarmente efficaci nella prevenzione e nel trattamento dei calcoli renali e nel supporto al sistema linfatico.

L’Acqua di Fiuggi è riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale, e ancora oggi è possibile effettuare cicli di cura termale con la prescrizione del medico curante. Le due fonti principali, la Fonte Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana, offrono la possibilità di bere l’acqua direttamente alla sorgente, un’esperienza che va ben oltre il semplice aspetto terapeutico per diventare un rituale di connessione con la natura e con secoli di storia.

La cura idropinica tradizionale prevede di bere l’acqua al mattino a digiuno, passeggiando nel parco che circonda le fonti tra fontanelle sparse nel verde, castagni secolari e aiuole curatissime. È un modo di prendersi cura di sé che richiede tempo e pazienza, valori che nel mondo contemporaneo sembrano sempre più preziosi.

Il borgo medievale di Fiuggi: un museo a cielo aperto

Se la zona termale racconta la Fiuggi della Belle Époque, il centro storico conserva intatto il fascino del Medioevo. Arroccato su una collina alle pendici dei Monti Ernici, Fiuggi Vecchia, come viene chiamata dagli abitanti, è un dedalo di vicoli stretti, scalinate ripide, case in pietra e scorci panoramici che si aprono improvvisi sulla valle sottostante.

L’impianto urbanistico è quello tipico dei borghi fortificati del Lazio meridionale, sviluppato attorno alla Collegiata di San Pietro Apostolo, la chiesa più importante del paese, edificata nel Seicento sul luogo dove sorgeva l’antica chiesa di Santa Lucia. All’interno custodisce un ricco patrimonio di dipinti e sculture del Sei e Settecento, mentre il soffitto nasconde un particolare curioso: un occhio triangolare, frammento di un affresco precedente, che rappresenta l’occhio di Dio onniveggente.

Il Palazzo Falconi, costruito nel Settecento, racconta una storia curiosa: quando si sparse la voce che Napoleone sarebbe passato per Fiuggi, un pittore anonimo decorò una sala del palazzo in suo onore. Il condottiero francese non arrivò mai, ma la Sala Napoleone è ancora lì, testimonianza di un’attesa che si è trasformata in leggenda.

Tra le stradine del borgo merita una menzione speciale il Vicolo del Bacio, così stretto che le coppie sono costrette a stringersi per attraversarlo, l’occasione perfetta per un bacio. Non a caso l’archetto che lo sormonta è decorato con una riproduzione del famoso dipinto di Francesco Hayez.

I murales di Fiuggi: quando la street art salva un borgo

Nel 2021, Fiuggi ha vissuto una piccola rivoluzione culturale. Il comune ha vinto il bando regionale “Lazio Street Art” e dodici artisti di fama internazionale sono stati invitati a dipingere altrettanti murales sulle facciate delle case del centro storico. L’obiettivo era ambizioso: combattere l’abbandono che, come in tanti borghi italiani, stava svuotando il nucleo antico a favore della parte moderna della città.

Il risultato è straordinario. Passeggiando per i vicoli ci si imbatte in opere che raccontano la storia e le tradizioni di Fiuggi: i volti di Bonifacio VIII e Michelangelo, gli antichi mestieri della Ciociaria, la fauna dei boschi circostanti, i versi dei poeti locali. Ogni murales è una finestra su un aspetto diverso dell’identità locale, un invito a fermarsi, osservare e scoprire storie che altrimenti rischierebbero di andare perdute.

Grazie a una mappa interattiva, è possibile seguire un percorso guidato alla scoperta di questa galleria a cielo aperto, e ogni weekend vengono organizzate visite gratuite che permettono di approfondire il significato delle opere e la storia del progetto. È un esempio virtuoso di come l’arte contemporanea possa dialogare con il patrimonio storico e contribuire a rivitalizzare i centri storici.

Dove dormire a Fiuggi: la mia esperienza all’Ambasciatori Place Hotel

Ma Fiuggi non è solo storia e cultura. È anche, e soprattutto, una destinazione perfetta per chi cerca un weekend di relax e benessere a pochi chilometri da Roma. Durante la mia ultima visita ho scelto di soggiornare all’Ambasciatori Place Hotel, una struttura che incarna perfettamente la nuova idea di turismo termale che sta conquistando un pubblico sempre più giovane e attento al wellness olistico.

La storia dell’Ambasciatori è una storia di famiglia che inizia nel 1974, quando Franco Bonanni e la moglie Brunella avviarono l’attività dell’albergo in un’epoca in cui Fiuggi era un affermato centro termale con una clientela quasi esclusivamente legata alle cure idropiniche. Era una struttura stagionale, aperta da fine maggio a metà ottobre, che attirava ospiti da tutta Italia per soggiorni di cura che duravano settimane.

Nel corso degli anni la famiglia Bonanni ha investito costantemente nella qualità e nel rinnovamento, guidata dalla visione di Francesca, figlia dei fondatori e oggi direttore generale, che ha intuito come il concetto di benessere stesse evolvendo verso una dimensione più ampia e multifattoriale. Nel 2007 è nata la Tangerine Spa, la prima spa moderna di Fiuggi, che ha introdotto sul territorio un concetto di wellness contemporaneo che va ben oltre la tradizionale cura delle acque.

Nel 2016 sono arrivati Filippo e Francesco, figli di Francesca, che hanno portato la loro passione per lo sport e l’outdoor, trasformando l’Ambasciatori in un bike hotel con un’offerta completa di attività all’aria aperta. Oggi la struttura è un wellness hotel a 360 gradi dove spa, enogastronomia, movimento e natura si fondono in un’esperienza di benessere completa.

La Tangerine Spa: mille metri quadrati di benessere

Il cuore pulsante dell’Ambasciatori è senza dubbio la Tangerine Spa, un centro benessere di mille metri quadrati che è stato insignito del titolo di spa più apprezzata di Fiuggi su TripAdvisor. Appena varcata la soglia si viene avvolti da un’atmosfera di calma e armonia, dove ogni dettaglio è pensato per stimolare un rilassamento profondo.

Il percorso spa è un viaggio attraverso diverse esperienze che giocano con l’acqua, il caldo e il freddo in tutte le loro declinazioni. Si inizia con la piscina idromassaggio, per poi passare alla sauna finlandese, al bagno turco, alle docce emozionali e alla zona relax con tisaneria.

La vasca di galleggiamento: un’esperienza unica

L’elemento che distingue la Tangerine Spa da qualsiasi altra spa della zona è la vasca di galleggiamento, un’esperienza che a Fiuggi si può provare solo qui. Si tratta di una tecnologia sviluppata negli anni Cinquanta dal neuroscienziato John Lilly per studiare gli effetti della deprivazione sensoriale sul corpo e sulla mente.

La vasca contiene una soluzione ipertonica di sali di Epsom che permette al corpo di galleggiare in totale assenza di gravità, come se fluttuasse nello spazio. L’ambiente è buio e silenzioso, privo di qualsiasi stimolo esterno. In questa condizione di isolamento sensoriale, il corpo può finalmente rilasciare le tensioni accumulate, mentre la mente raggiunge stati di rilassamento profondo che normalmente richiederebbero ore di meditazione.

Un’ora nella vasca di galleggiamento equivale a sei ore di sonno profondo in termini di recupero fisico e mentale. I benefici sono molteplici: sollievo dai dolori muscolari, riduzione dello stress, miglioramento del sonno, aumento della concentrazione. Non è un caso se questa tecnica viene utilizzata da atleti professionisti per il recupero dopo le prestazioni sportive.

La spa offre anche Nuvola, una vasca di galleggiamento a secco dove ci si immerge senza contatto diretto con l’acqua, ritrovandosi in uno speciale stato di sospensione che evoca la memoria prenatale. E per chi vuole prolungare l’esperienza, i lettini ad acqua permettono di sperimentare il sonno galleggiante, migliorando la circolazione e favorendo l’eliminazione delle tossine.

I rituali in sauna e nel bagno turco

La Tangerine Spa non è solo un luogo dove rilassarsi, ma anche uno spazio dove vivere esperienze guidate che coinvolgono tutti i sensi. I rituali dell’Aufguss nella sauna finlandese sono momenti di pura magia: un Maestro di sauna versa acqua fredda o ghiaccio arricchiti di oli essenziali sulle pietre roventi, poi sparge il vapore nell’ambiente con movimenti ritmici dell’asciugamano.

Gli oli essenziali utilizzati sono spesso a chilometro zero, prodotti in Ciociaria da coltivazioni locali. Lavanda, menta, eucalipto, rosmarino: ogni sessione di Aufguss ha un tema diverso e benefici specifici. L’aumento delle difese immunitarie, il sollievo per le vie respiratorie, il rilassamento del sistema nervoso, la stimolazione della circolazione sono solo alcuni degli effetti di questa pratica millenaria della tradizione nordica.

Nel bagno turco, invece, si possono vivere rituali di scrub guidati da operatori della spa. Avvolti dal vapore caldo, si viene massaggiati con prodotti naturali che esfoliano delicatamente la pelle, lasciandola morbida e luminosa. È un’esperienza che affonda le radici nella tradizione degli hammam mediorientali, rivisitata con un tocco contemporaneo.

Il massaggio Kobido: il lifting naturale giapponese

Tra i trattamenti che ho avuto modo di provare durante il mio soggiorno, il massaggio Kobido merita una menzione particolare. Questa tecnica giapponese, il cui nome significa “antica via della bellezza”, è un massaggio facciale che lavora in profondità sui muscoli del viso, stimolando la circolazione e favorendo il rinnovamento cellulare.

Il Kobido non è un semplice massaggio estetico: è una pratica che affonda le radici nella medicina tradizionale giapponese e che agisce tanto sul piano fisico quanto su quello energetico. I movimenti rapidi e ritmici delle mani dell’operatrice sollecitano i punti di agopressione del viso, rilasciando le tensioni accumulate nei muscoli mimici e favorendo il drenaggio linfatico.

Il risultato è visibile già dopo una sola seduta: il viso appare più disteso, luminoso, ringiovanito. Ma i benefici vanno oltre l’estetica: il Kobido aiuta a sciogliere la tensione della mascella, spesso legata allo stress, e induce uno stato di profondo rilassamento che si estende a tutto il corpo.

Il Grifoncino: dove il benessere passa anche dalla tavola

Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando per l’Italia è che il benessere autentico passa anche dalla tavola. Quando mi regalo dei weekend alle terme, mi piace l’idea di non dover mai uscire dalla struttura, neanche per mangiare, è qualcosa che mi rilassa mentalmente, mi conforta.

All’Ambasciatori questo principio è incarnato dal ristorante Il Grifoncino, dove la cucina ciociara incontra l’innovazione in un felice matrimonio di sapori.

La filosofia del ristorante si riassume in poche parole: chilometro zero, stagionalità, qualità delle materie prime. I prodotti arrivano dai produttori locali, spesso da aziende agricole che la famiglia Bonanni conosce da generazioni. L’olio extravergine d’oliva è quello delle colline ciociare,e su questo elemento qui c’è molta attenzione; infatti, ogni pietanza è accompagnata da un tipo di olio diverso che ne esalta la sapidità e dolcezza; i formaggi provengono dai pascoli dei Monti Ernici; le verdure sono quelle dell’orto di stagione.

Ma il vero fiore all’occhiello è la pasta fatta in casa. Ogni giorno le mani esperte delle cuoche impastano farina e uova per creare fettuccine, tagliatelle, gnocchi che vengono poi conditi con sughi della tradizione locale. Ho trovato un piatto che non conoscevo, ossia degli gnocchetti al tonno. È un piatto povero della tradizione. Gli gnocchetti sono acqua e farina, rigorosamente fatti in casa. Il tonno, solitamente, è quello in scatola, ma qui al Grifoncino viene messo sott’olio un tonno ponzese e poi utilizzato durante la stagione. Sono deliziosi, un piatto che non si trova facilmente nei ristoranti.

La carta dei vini è un viaggio attraverso le eccellenze enologiche del Lazio e della Ciociaria, con etichette che raccontano il territorio e che si sposano perfettamente con i piatti della tradizione. E per chi vuole prolungare la serata, il Lounge Bar con Roof Garden offre cocktail d’autore, rum pregiati e una selezione di amari alle erbe, mixology, che chiudono in bellezza una giornata dedicata al benessere.

Benessere in movimento: bike, trekking e nordic walking

L’Ambasciatori non è solo spa e buona cucina. È anche il punto di partenza ideale per esplorare un territorio che offre infinite possibilità per gli amanti delle attività all’aria aperta. Dal 2016, quando Filippo e Francesco hanno portato la loro passione per lo sport nella struttura, l’hotel è diventato un vero e proprio bike hotel con servizi dedicati ai ciclisti.

La bike room videosorvegliata, il lavaggio delle bici con prodotti specifici, il noleggio di e-bike e mountain bike, le guide certificate FCI che accompagnano gli ospiti alla scoperta dei percorsi più belli della zona: tutto è pensato per chi vuole unire il relax termale all’attività fisica. I percorsi spaziano dalle semplici ciclovie panoramiche ai sentieri più impegnativi sui Monti Ernici, con dislivelli e difficoltà per tutti i livelli.

Ma non serve essere ciclisti esperti per godere della natura che circonda Fiuggi. Il nordic walking è un’attività perfetta per chi cerca un movimento dolce ma efficace, e l’hotel offre guide certificate che accompagnano gli ospiti sui sentieri dei boschi di castagni. Per chi preferisce il trekking tradizionale, i sentieri dei Monti Ernici e Simbruini offrono escursioni di ogni difficoltà, dal percorso “Quota 1000” che si snoda a mezza costa con vista sulla valle, alle camminate nei boschi di castagni secolari che circondano le terme.

Fiuggi oggi: la fuga perfetta da Roma

C’è qualcosa di paradossale nel fatto che una località così ricca di storia e di bellezza sia ancora relativamente poco conosciuta dal grande pubblico. Forse è proprio questo il suo fascino: la possibilità di scoprire un luogo autentico, non ancora travolto dal turismo di massa, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso.

Fiuggi è la destinazione perfetta per chi cerca una fuga dalla città senza dover affrontare lunghi viaggi. In meno di un’ora da Roma ci si ritrova immersi nel verde della Ciociaria, tra acque termali che sgorgano pure da secoli, vicoli medievali che raccontano storie di papi e artisti, e un’ospitalità genuina che è il marchio di fabbrica di questo territorio.

Non servono settimane di cura come ai tempi di Bonifacio VIII. Un weekend è sufficiente per rigenerarsi, per staccare la spina dallo stress quotidiano, per prendersi cura di sé in modo profondo. La mattina dedicata al percorso spa, il pomeriggio per esplorare il borgo o per una passeggiata nei boschi, la sera a tavola con i sapori della tradizione ciociara: è un ritmo che permette di tornare a casa rigenerati nel corpo e nello spirito.

Fiuggi non è solo terme. È storia, è arte, è natura, è enogastronomia, è un modo di vivere il viaggio che mette al centro il benessere in tutte le sue forme. È la dimostrazione che non serve andare lontano per trovare luoghi capaci di sorprenderci e di regalarci esperienze autentiche.

A volte le gemme più preziose sono quelle nascoste dietro l’angolo, in quei luoghi che tutti conoscono di nome ma che pochi si prendono il tempo di esplorare davvero. Fiuggi è una di queste gemme, e merita di essere scoperta.