
Tutto quello che devi sapere su… Nuove Stelle, Stelle Verdi, premi speciali e Passion Dessert: la grande première italiana della Rossa torna in Emilia-Romagna.
La Guida MICHELIN torna a Piacenza per la 72ª edizione della selezione Italia. La presentazione della Guida MICHELIN Italia 2027 si terrà infatti giovedì 12 novembre 2026 al Teatro Municipale, segnando il ritorno della grande liturgia della “Rossa” in una città che aveva già ospitato la cerimonia nel 2019.
La scelta di Piacenza non è affatto marginale: è un ritorno simbolico e strategico nel cuore di una regione che, dopo Modena e Parma, accoglie per il terzo anno questo appuntamento, confermando il peso specifico dell’Emilia-Romagna nel racconto dell’alta cucina italiana e dell’ospitalità di qualità.

A fare da cornice sarà il Teatro Municipale, splendido esempio di architettura tardo settecentesca, inaugurato il 10 settembre 1804, edificio che unisce nobiltà scenica, memoria culturale e quel senso di solennità che ben si addice ai rituali della Guida MICHELIN. La Fondazione Teatri di Piacenza ricorda anche il celebre passaggio di Ernest Hemingway, che in Addio alle armi lo definì “un teatro severo, un traguardo arduo ma molto importante e prestigioso”.

Durante la cerimonia verranno svelate le nuove Stelle MICHELIN, le nuove Stelle Verdi, i premi speciali e il riconoscimento Passion Dessert, dedicato ai ristoranti che si distinguono per l’alta qualità della proposta dolce. La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube MICHELIN Guide e sulla pagina Facebook Michelin Italia; al termine dell’evento, la nuova selezione sarà disponibile sul sito e sull’app ufficiale.
Secondo una nota ufficiale della Regione Emilia-Romagna, l’inizio della cerimonia è prevista alle ore 11:45 e sarà accompagnata anche da un educational tour dedicato a Food Valley e cultura, con la partecipazione di una decina di media internazionali provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, area DACH, Francia, Polonia e mercati asiatici. La presentazione piacentina è organizzata in collaborazione con gli assessorati regionali ad Agricoltura e Turismo, Apt Servizi Emilia-Romagna, Visit Emilia, Comune di Piacenza ed Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna.
Ad oggi, la Guida MICHELIN 2026 assegna all’Emilia-Romagna 25 ristoranti stellati, 34 Bib Gourmand e 7 Stelle Verdi: numeri che spiegano bene perché la regione continui a essere percepita come uno dei grandi teatri naturali del gusto italiano.

Il ritorno della Guida MICHELIN a Piacenza ha un valore che va oltre la semplice cornice scenografica. Qui non si celebra soltanto una cerimonia: si celebra una geografia del gusto italiana in cui filiera, prodotto, cultura, memoria e ospitalità si intrecciano con naturalezza. Piacenza, e più in generale l’Emilia-Romagna, rappresentano una piattaforma ideale per raccontare la cucina d’autore non come gesto isolato, ma come espressione di territorio, identità e visione. In questa prospettiva, la première del 12 novembre assume il tono di un ritorno autorevole, quasi inevitabile, nel cuore più narrativo della Food Valley.
Le dichiarazioni:

Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida MICHELIN, commenta:
“Siamo felici di annunciare il ritorno a Piacenza e di essere in Emilia-Romagna per il terzo anno, per svelare la prossima selezione italiana di ristoranti della Guida MICHELIN. Questa regione, rinomata a livello internazionale per i suoi prodotti tipici e le ricette tradizionali, si distingue come punto di riferimento gastronomico per tutto il Paese e offre un ambiente unico e stimolante per mettere in risalto la creatività e la passione dei protagonisti della cucina italiana”.
Roberta Frisoni, Assessora Regionale al Turismo, Sport e Commercio, commenta:
“Per la clientela a cui si rivolge e per la vasta eco mediatica che le ruota attorno, la cucina stellata rappresenta un efficace strumento promozionale per l’Emilia-Romagna e il suo patrimonio turistico, dalla Motor Valley alle Città d’Arte, nonché un potente generatore di indotto economico. Non solo, il riconoscimento delle Stelle Verdi introdotto dalla Guida MICHELIN anni fa è in linea con le nostre politiche per un turismo sempre più green. Non c’è luogo migliore della nostra Food Valley, unica al mondo, per ospitare la presentazione della Guida che premia l’eccellenza culinaria italiana e siamo felici di avere con noi la “Rossa” anche quest’anno, con Piacenza splendida cornice della première dell’edizione 2027”.
Alessio Mammi, Assessore Regionale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e rapporti con l’UE, evidenzia:
“Con i suoi 45 prodotti Dop e Igp, l’Emilia-Romagna si conferma la Food Valley d’Italia. Un patrimonio che vale 3,9 miliardi di euro per la sola Dop Economy. Nel complesso il comparto agroalimentare regionale genera un valore alla produzione di 37 miliardi di euro, con quasi 10 miliardi di export. Si tratta di produzioni di qualità grazie ai nostri agricoltori, delle aziende agroalimentari, di una filiera consolidata sul territorio che genera qualità alimentare, economia di territorio e posti di lavoro. La ristorazione è un elemento chiave di questo cammino di qualità perché porta in tavola tutto il valore della nostra regione, ed è un grande onore ospitare il prestigio della Guida MICHELIN, che sa tenere insieme il valore del food&wine e dell’accoglienza, un tratto distintivo dell’Emilia-Romagna”.
Nota di redazione
Nella comunicazione istituzionale diffusa dalla Regione Emilia-Romagna trovano spazio anche le parole di Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, e della sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, a ribadire il valore identitario, turistico ed economico dell’evento per il territorio e per l’intera filiera agroalimentare regionale.
I premi speciali della Guida MICHELIN: cosa raccontano davvero, oltre le Stelle
Nel grande racconto annuale della Guida MICHELIN, le Stelle restano naturalmente il vertice simbolico più atteso. Eppure, a leggere bene la liturgia della cerimonia, i premi speciali hanno un valore tutt’altro che accessorio: servono a mettere in luce quei mestieri, quei talenti e quelle sensibilità che rendono memorabile un ristorante ben oltre il solo piatto. Nelle ultime edizioni italiane, MICHELIN ha premiato in modo costante la giovane cucina d’autore, la grande sala, il servizio del vino e la capacità di formare nuove generazioni; nel 2026 ha inoltre aggiunto anche il riconoscimento dedicato all’apertura dell’anno. Parallelamente, resta centrale anche Passion Dessert, segnalazione che valorizza l’eccellenza del capitolo dolce.
Young Chef Award: il premio al talento che promette futuro
Il MICHELIN Young Chef Award è il riconoscimento che intercetta la nuova energia della cucina italiana. Non premia soltanto l’età anagrafica o la brillantezza del momento, ma individua cuochi che, pur ancora in fase ascendente, mostrano già una firma personale, una visione leggibile e una maturità tecnica capace di far intuire un futuro importante. Nella logica MICHELIN, questo premio non è mai una semplice carezza generazionale: è piuttosto una scommessa pubblica su chi sta costruendo, con idee chiare e mano già riconoscibile, il prossimo lessico dell’alta cucina italiana.
Service Award: quando la sala diventa arte dell’ospitalità
Il MICHELIN Service Award nobilita uno dei reparti più decisivi e, troppo spesso, più sottovalutati da chi guarda solo alla cucina: la sala. Qui non si premia una gestualità meccanica, ma la capacità di accogliere, leggere il tavolo, creare ritmo, misura, eleganza e calore. La Guida, nelle motivazioni recenti, ha insistito proprio su sorrisi, accoglienza, professionalità e capacità di emozionare l’ospite: segno evidente che il servizio, per MICHELIN, non è cornice ma parte sostanziale dell’esperienza. In altre parole, è il premio che ricorda una verità semplice: un grande ristorante non è soltanto ciò che arriva dal pass, ma anche il modo in cui quell’esperienza viene accompagnata, spiegata e fatta vivere.
Sommelier Award: il vino come regia silenziosa dell’esperienza
Il MICHELIN Sommelier Award mette sotto i riflettori chi sa trasformare la carta dei vini in uno strumento di emozione, precisione e racconto. Non riguarda solo la profondità della cantina o il prestigio delle etichette, ma la capacità di costruire abbinamenti coerenti, di valorizzare piccoli produttori e grandi bottiglie, di capire il cliente e di guidarlo senza mai sovrastarlo. Nelle formulazioni più recenti, MICHELIN ha sottolineato proprio questa attitudine: creare armonia nel calice, dare senso alla proposta enologica e fare del vino non un’esibizione, ma una parte organica del percorso gastronomico. È, in fondo, il premio alla cultura liquida del ristorante.
Chef Mentor Award: il prestigio di chi lascia una scuola, non solo una cucina
Il MICHELIN Chef Mentor Award ha un’aura diversa dagli altri: non guarda soltanto alla prestazione attuale, ma al lascito. Premia infatti gli chef che, oltre ad aver raggiunto l’eccellenza, hanno saputo formare brigate, far crescere talenti, trasmettere disciplina, metodo e visione. È forse il riconoscimento più “dinastico” del gruppo, quello che distingue i grandi cuochi dai veri maestri. Quando MICHELIN assegna questo premio, sta dicendo che quel nome non ha inciso solo un menu o una stagione, ma ha contribuito a costruire una genealogia professionale, una scuola di pensiero, una continuità di mestiere.
Opening of the Year Award (Presentato da Angelo Agnelli CEO di Baldassarre Agnelli S.p.a.): il premio all’esordio che lascia subito il segno

Dal 2026, nella selezione italiana compare anche il MICHELIN Opening of the Year Award, dedicato all’apertura che, in tempi rapidissimi, è stata capace di imporsi per identità, chiarezza di progetto e impatto complessivo. È un premio molto contemporaneo, perché intercetta non solo la qualità culinaria, ma la forza dell’idea, la compattezza del format e la capacità di entrare immediatamente nel radar degli ispettori. La sua introduzione segnala bene quanto, oggi, MICHELIN osservi con attenzione non solo i percorsi consolidati, ma anche quelle insegne nuove che arrivano già con una cifra precisa, adulta, memorabile.

Passion Dessert: il finale dolce non come dettaglio, ma come firma
Accanto ai premi speciali in senso stretto, merita un discorso a parte il riconoscimento Passion Dessert. Introdotto nella selezione italiana 2024, questo sigillo accende il riflettore sulla proposta dei dessert e sulla qualità del reparto pasticceria, valorizzando quei ristoranti in cui il capitolo finale del pasto non è una formalità, ma una vera esperienza. MICHELIN lo ha descritto come una segnalazione dedicata alla maestria dell’arte bianca e all’eccellenza qualitativa del comparto dolce. È un passaggio tutt’altro che secondario: perché il dessert, in un grande ristorante, non chiude soltanto il menu, ma lascia l’ultimo ricordo. E l’ultimo ricordo, molto spesso, è ciò che resta.
Una nota utile per leggere bene la cerimonia 2027
Vale anche una precisazione interessante, utile per i lettori più attenti. Nelle ultime edizioni, la formula dei riconoscimenti è leggermente evoluta: nel 2024 MICHELIN Italia parlava di cinque premi speciali, includendo anche Passion Dessert; nel 2025 i premi speciali indicati erano quattro, con Passion Dessert trattato come riconoscimento autonomo; nel 2026 i premi speciali sono diventati cinque grazie all’ingresso dell’Opening of the Year Award, mentre Passion Dessert è rimasto una segnalazione distinta ma centrale nel racconto della cerimonia. Questo significa che, parlando della première di Piacenza, sarà corretto spiegare ai lettori che i “premi speciali” non sono un blocco immobile, ma una costellazione di riconoscimenti che MICHELIN sta affinando per raccontare in modo sempre più completo l’eccellenza del ristorante contemporaneo.
Box | La lettura di Claudio Sacco
“A ben vedere, i premi speciali sono la parte più colta della cerimonia MICHELIN. Le Stelle consacrano i ristoranti; questi riconoscimenti, invece, raccontano le persone, i reparti, le sensibilità, le discipline invisibili che fanno grande una tavola. Sono il punto in cui la Guida smette di limitarsi al verdetto e inizia a spiegare, quasi in filigrana, quale idea di ristorazione intenda oggi considerare davvero esemplare: talento giovane, grande sala, cultura del vino, capacità di trasmettere mestiere e, sempre più, forza progettuale delle nuove aperture. In questo senso, più che premi collaterali, sono autentici indicatori di civiltà gastronomica“
FAQ | Quello che molti ci stanno già chiedendo sulla Guida MICHELIN Italia 2027 a Piacenza
Come si fa a partecipare alla cerimonia della Guida MICHELIN Italia 2027?
La partecipazione alla cerimonia non avviene tramite acquisto di biglietti né attraverso libera registrazione al pubblico. L’accesso è su invito diretto dell’organizzazione MICHELIN, che seleziona ospiti, giornalisti, partner, istituzioni e operatori del settore secondo criteri propri.
Posso candidarmi o accreditarmi autonomamente per essere presente?
Non si tratta di un evento aperto con accredito libero. Eventuali inviti e accreditamenti vengono gestiti direttamente da MICHELIN e dalla relativa organizzazione stampa e relazioni esterne. In altre parole: non è una première alla quale ci si “prenota”, ma un appuntamento al quale si viene invitati.
I giornalisti possono partecipare liberamente?
No. Anche sul fronte media, la presenza è normalmente riservata a giornalisti selezionati e invitati direttamente dall’organizzazione. Non è dunque una dinamica indiscriminata, bensì una scelta editoriale e relazionale gestita a monte da MICHELIN.
Dove si potrà seguire la cerimonia se non si è invitati?
La presentazione della nuova selezione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube MICHELIN Guide e sulla pagina Facebook Michelin Italia, permettendo anche agli appassionati di vivere in tempo reale il momento dell’annuncio.
Quando sarà consultabile la nuova Guida MICHELIN Italia 2027?
Come di consueto, al termine della cerimonia la nuova selezione sarà resa disponibile sui canali ufficiali della Guida MICHELIN, in particolare sul sito e sulla app.
Durante la cerimonia vengono assegnate solo le Stelle MICHELIN?
No. Oltre alle nuove Stelle MICHELIN, vengono annunciati anche i nuovi riconoscimenti Stella Verde MICHELIN, i premi speciali e il riconoscimento Passion Dessert, dedicato ai ristoranti che esprimono particolare eccellenza nel capitolo dolce.
Perché la cerimonia genera così tanta attenzione?
Perché non rappresenta soltanto un annuncio di premi, ma un momento ad altissima densità simbolica per la ristorazione italiana. La Guida MICHELIN, piaccia o meno, continua a essere uno dei pochi rituali capaci di spostare attenzione mediatica, reputazione, prenotazioni, valore percepito e discussione di settore come nessuna altra guida o testata di settore.
About Michelin
Michelin si presenta oggi come gruppo internazionale con sede a Clermont-Ferrand, attivo in 175 Paesi e con 129.800 collaboratori. A livello corporate insiste sulla propria evoluzione da produttore di pneumatici a protagonista nei materiali compositi e nelle “life-changing experiences”, comprendendo anche le raccomandazioni di ristoranti e hotel della Guida MICHELIN. In Italia la presenza Michelin risale al 1906 e il gruppo indica circa 3.800 dipendenti, con attività produttive a Cuneo e Alessandria, oltre a Torino e Milano.
