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A dieci minuti dal centro di Bergamo, quando la città sfuma in una campagna opulente e silenziosa, Da Vittorio appare come un piccolo regno sospeso nel tempo. Relais & Châteaux immerso in dieci ettari di verde, la tenuta dei Cerea accoglie l’ospite con la stessa cura con cui si preserva qualcosa di prezioso: campi sportivi incastonati nel paesaggio, due laghetti naturali, un ritmo lento che invita ad abbassare le spalle. Qui perfino l’auto elettrica trova ristoro, mentre chi arriva si prepara a un’esperienza che è molto più di un pranzo.

Dentro il ristorante, la promessa “tradizione lombarda e genio creativo” non è uno slogan, ma la sintesi più fedele di una cucina che continua a cambiare senza tradire mai se stessa. I fratelli Cerea lavorano come interpreti sensibili del tempo: seguono il mercato, ascoltano le stagioni, accolgono desideri e necessità di ogni palato, che si tratti di frutti di mare scintillanti, selvaggina, tartufi d’Alba o piatti vegetali che parlano la lingua contemporanea della cucina del benessere. Le materie prime arrivano ogni giorno dai loro luoghi d’origine, dagli scampi di Mazara alle carni piemontesi, per essere lavorate con quella miscela di rigore, tecnica e libertà che ha reso Da Vittorio un riferimento globale.

E poi c’è la pasticceria: il territorio segreto, quasi intimo, di Enrico Cerea. Un laboratorio in fermento che sforna dolci dall’alba alla notte, oscillando tra classicità e intuizioni che anticipano tendenze. A completare il racconto, la cantina custodita in una struttura antica di quattro secoli e il “Rosso Faber”, il vino di casa, figlio del vigneto che circonda il relais e della storia agricola della famiglia.

Un luogo che non si limita a rappresentare l’eccellenza, ma la abita, la coltiva e la rinnova. Un’oasi del gusto e del tempo sospeso.

Il tavolo dedicato ai Viaggiatori Gourmet

Come si consueto, prima del pranzo, scendiamo in cantina per l’aperitivo!

Polentina e Zola con rinforzo di Salame della Bergamasca.

A tavola iniziamo CON  Champagne Brut 2013 – Salon

Un millesimo raro, luminoso e vibrante. Al calice, una sinfonia di fiori bianchi, agrumi canditi, mandorla fresca e gesso, con una tensione verticale che incanta il palato. Finale lungo, salino, di impeccabile precisione.
Un capolavoro di eleganza e complessità che ha lasciato i nostri 16 selezionatissimi ospiti senza parole.

A guidarci per il percorso di abbinamenti il Sommelier Andrea Zamblera.

Che abbiniamo all’entrèe foglie e datteri.

Arriva a tavola il pane fatto in casa, ancora tiepido, insieme a Dedolio: uno dei nostri Premium Partner un extravergine pugliese dal profilo luminoso, pulito, contemporaneo.
Eleganza sul piatto, tra profumi di erbe, mandorla fresca e un finale lungo e armonico — la definizione di alta qualità.

More info -> :    DEDOLIO

Segue Champagne Lieux-dits Sous le Mont Mareuil Sur Ay Premier Cru Extra Brut – JACQUES SELOSSE

Lo Champagne Sous Le Mont di Selosse è un meraviglioso cru prodotto con uve Pinot Nero provenienti dalla vigna di Mareuil-sur-Ay. Ricco e intenso al naso, presenta profumi di fiori, frutta secca, arancia, menta. Al palato è sorprendente per l’eleganza, la complessità e la pulizia del sorso. Finale lunghissimo su note fresche e minerali.

In abbinamento con “medusa“…

Rimaniamo ancora sullo Champagne con Cristal 2008 Magnum – Louis Roederer

Annata iconica, una delle più straordinarie in formato magnum. Un sorso di pura eleganza: agrumi canditi, fiori bianchi, mandorla e mineralità gessosa. Bocca cesellata, vibrante, con finale infinito.
Classe cristallina e profondità senza tempo.

Che gustiamo con la ventresca di tonno alla pizzaiola.

Il taglio più ricco e vellutato del tonno incontra la freschezza mediterranea del pomodoro, dell’origano e di un olio profumato che richiama la cucina di casa. Il grasso nobile della ventresca si scioglie in bocca, mentre la pizzaiola, alleggerita e raffinata, ne bilancia la profondità con un’acidità brillante.

Hai detto rosso?

E che rosso…Bolgheri DOC Sassicaia 2016 – Tenuta San Guido

L’eleganza scolpita. Al naso, cassis e mora, violetta. In bocca è setoso e progressivo: tannino finissimo, acidità vibrante, con una scia salina-balsamica che allunga il sorso per minuti. Finale preciso, nitido, interminabile.
Oggi in una fase di grazia, con prospettiva di ulteriore evoluzione.

Carezzevole e indimenticabile abbinato alla coda di scampo, quinoa, menta e sambuco.

Passiamo ora ad un altro tassello fondamentale della viticoltura italiana: Rosso Toscana IGT 2018 – Masseto

La sensualità scolpita di Bolgheri!
Al naso, prugna nera e mora, violetta e lavanda; riflessi di cacao amaro, grafite, tartufo e macchia mediterranea. In bocca è velluto con slancio: tannino finissimo, acidità calibrata e una scia salino-minerale che prolunga il sorso per minuti. Finale puro, cesellato, interminabile. Oggi già seducente, con un orizzonte di evoluzione importante.

Con il risotto fusillo di calamaro

Chef in sala!

Sfilettato direttamente in sala arriva la cipolla all’argilla, merluzzo alla mugnaia affumicato. Un piatto che costruisce un dialogo elegante tra rusticità e finezza, tra la profondità della terra e la leggerezza del mare.

Che spettacolo!!

E ovviamente…gli imperdibili paccheri alla Vittorio!!

Ed ecco che entra in scena Petra 2013

Di colore rosso rubino brillante. Al naso è integro ed intenso con sentori che richiamano i frutti rossi, la mora selvatica, la ciliegia e il ribes. Questi aromi sono piacevolmente affiancati da note balsamiche che richiamano la macchia mediterranea, l’alloro e note speziate di pepe ed incenso con sfumature vanigliate, che creano un bouquet di grande complessità e finezza. Al palato è potente e voluminoso, piacevolmente fresco con una trama tannica ricca e setosa.

Nel frattempo viene preparato in sala l’ultimo impiattamento prima dei dessert…

Orecchia di elefante!

Oro colato: Sauternes AOC 2002 – Château d’Yquem 

L’unico al mondo a detenere la classificazione 1er cru classé supérieur in seguito a una richiesta speciale di Napoleone III. La tenuta, piantata con Semillon e Sauvignon Blanc, copre una superficie totale di 113 ettari. Château d’Yquem 2002 è una delle annate che meglio esprime il ricco terroir di Yquem. Mostra un equilibrio eccezionale tra zucchero e acidità, che gli conferisce una purezza fantastica.

Il tavolo si colora con i pre dessert, un gioco per occhi, cuore e palato!!

L’incanto continua, con il dessert!

Immancabile anche la merenda

Gin tonic finale con Tanqueray nr ten…

E per chi lo gradisce, un infuso speciale dal carretto dei profumi!

Che giornata incredibile!!

Che meravigliosi ricordi che questo tempio della gastronomia ci permette di collezionare nel tempo! Un enorme grazie, come sempre, e….alla prossima!!

La cucina

Quella dei Cerea è una cucina che respira profondamente il territorio senza lasciarsi imbrigliare da alcun confine. È un linguaggio fatto di materia e tecnica, dove l’eccellenza degli ingredienti, dagli scampi di Mazara ai tartufi d’Alba, incontra una creatività misurata, mai vanitosa. I piatti giocano sui contrasti, non per stupire, ma per costruire un’armonia progressiva: tocchi di colore che anticipano aromi vividi, consistenze calibrate, accostamenti liberi ma sempre intelligenti. È una cucina che rassicura e allo stesso tempo apre spiragli, che parla ai palati curiosi senza dimenticare chi cerca la solidità della tradizione. L’evoluzione è costante, spinta da uno studio rigoroso e da una sensibilità che trasforma il gesto tecnico in emozione.

Il servizio e l’accoglienza

Da Vittorio mette in scena un modello di ospitalità che sembra naturale, ma che è frutto di una sapienza rara. Il personale si muove con discrezione, leggendo desideri e ritmi degli ospiti come se ogni tavolo fosse un universo a sé. Non c’è distanza, né formalità ostentata: c’è un calore elegante, una precisione che non pesa, una competenza mai esibita. Dal racconto dei piatti alla gestione dei tempi, tutto scorre in modo fluido, quasi coreografico. È un servizio che accompagna, non domina; che accoglie davvero, trasformando la sala in un’estensione della convivialità che si respira in cucina.

Conclusioni

Da Vittorio non è semplicemente un ristorante: è un ecosistema del gusto che tiene insieme memoria, ricerca e un’idea di ospitalità totale. La cucina dialoga con il territorio senza lasciarsi limitare, la pasticceria firma una chiusura luminosa, la cantina racconta storia e visione. Il servizio completa il quadro, rendendo l’esperienza umana oltre che gastronomicamente impeccabile. È un luogo che non si visita: si vive. E, una volta fuori dal viale immerso nel verde, ci si accorge di portarne ancora addosso il ritmo gentile.

Via Cantalupa, 17 – 24060 Brusaporto (BG)