pepe-barra-italiana-milano:-la-nostra-recensione-del-nuovo-progetto-langosteria

PEPE Barra Italiana è il nuovo progetto del gruppo Langosteria a Milano, in Corso Giacomo Matteotti 9. Un locale che ruota attorno al concetto di “barra italiana”, pensato per valorizzare convivialità, gesto, ritmo di servizio e cucina dal forte richiamo identitario. Alla guida gastronomica c’è Luca Fantin, nome di rilievo della cucina italiana contemporanea, qui alle prese con un format diverso dal fine dining classico, più diretto, più dinamico, ma non per questo meno curato. Siamo stati a provarlo per raccontarvi atmosfera, piatti, servizio e visione complessiva del progetto.

Dove si trova PEPE Barra Italiana

Il ristorante si trova a Milano, in Corso Giacomo Matteotti 9, al quarto piano, all’interno di Palazzo Lancia, nel cuore del distretto di Montenapoleone. La posizione è altamente strategica: centrale, elegante, internazionale, coerente con il posizionamento del gruppo e con un pubblico abituato a vivere la città attraverso indirizzi iconici, curati e fortemente riconoscibili. Il locale è aperto a pranzo e a cena dal mercoledì alla domenica.

PEPE Team:

  • Corporate Executive Chef & Brand Ambassador – Luca Fantin
  • Executive Chef – Francesco Caioni
  • Restaurant Manager – Manuel Panni
  • Corporate Pastry Chef – Daniele Bonzi
  • Corporate Wine Manager – Valentina Bertini
  • Nome: PEPE Barra Italiana

  • Città: Milano

  • Indirizzo: Corso Giacomo Matteotti 9, 4° piano

  • Gruppo: Langosteria

  • Format: cucina Italiana conviviale alla barra

  • Apertura: pranzo e cena, dal mercoledì alla domenica

  • Instagram: @pepe_barraitaliana

  • Telefono: +39 02 8002 5890

Il concept della barra italiana

Il cuore di PEPE è la barra, non intesa come semplice bancone, ma come fulcro scenico e conviviale dell’intera esperienza. Qui tutto ruota attorno alla condivisione, alla cucina espressa, al rapporto diretto tra ospite, brigata e sala. L’idea dichiarata è quella di riportare la cucina italiana alla sua essenza più autentica, fatta di sapori riconoscibili, piacere immediato e grande centralità della materia prima, ma con una messa in scena contemporanea. Il format si sviluppa attorno a tre banconi che dialogano con la cucina a vista, trasformando il pasto in uno spettacolo misurato, senza eccessi, ma con una forte componente di coinvolgimento visivo e relazionale. Non va sottovalutato neppure il contributo della musica di sottofondo, che attraverso grandi classici del repertorio contribuisce a definire e rafforzare l’identità italiana del contesto.

Il Menù

Luca Fantin e la regia gastronomica

Alla guida del progetto c’è Luca Fantin, uno degli chef italiani più riconosciuti a livello internazionale, rientrato in Italia dopo una lunga esperienza a Tokyo, dove per quindici anni ha guidato il Bulgari Il Ristorante Luca Fantin, una stella Michelin. Il suo ruolo qui non è solo operativo, ma profondamente identitario: Fantin firma l’impostazione gastronomica di PEPE e ne definisce il linguaggio, lavorando su una cucina italiana alleggerita, nitida, tecnica ma mai autoreferenziale. L’obiettivo non è stupire con artifici, ma restituire familiarità, gusto e precisione attraverso una lettura più attuale di ricette e gesti ben riconoscibili.

Starter – Brodo di pane

Ambiente e atmosfera

L’ambiente è costruito per coniugare spettacolo, comfort e identità estetica. Il progetto di interior design è stato sviluppato dal team di architettura di Fendi e si riconosce per una palette calda e materica, fatta di noce massello, terracotta, marmi Rosso Alicante e cappe sospese color rosso mattone. L’effetto è sofisticato ma non rigido, scenografico ma non freddo. La cucina a vista, i banconi scultorei e il rapporto ravvicinato con il lavoro della brigata danno al locale una forte energia, mentre l’ingresso con bar dedicato all’aperitivo italiano accompagna l’esperienza con naturalezza, rendendola fluida dal pre-dinner al dopocena.

I piatti che raccontano il format

La cucina di PEPE celebra l’Italia attraverso piatti iconici, riletti con mano contemporanea ma senza perdere riconoscibilità. Tra le proposte che emergono con maggiore frequenza nelle prime recensioni ci sono l’Insalata alla brace, i Carciofi alla romana, la Tartare di fassona alla Pepe, la Valdostana di vitello, lo Scorfano alla brace e soprattutto le Tagliatelle Giallo a Milano, considerate da più osservatori uno dei piatti-simbolo del locale. In carta compaiono anche pizze al tegamino, salumi, formaggi e dessert dal taglio volutamente rassicurante, come il Riso al latte e vaniglia. Il messaggio è chiaro: cucina italiana, memoria gustativa, comfort e precisione tecnica, con un repertorio in movimento tra pranzo e cena.

Peperoni rossi cotti alla brace – capperi e olio EVO

Carpaccio di filetto anni ’80 rucola e grana

Carciofi alla Romana

Scorfano alla brace – Pescato nel Mediterraneo

Mandilli al mare – lasagna aperta e sautè di mare

Tagliatelle, giallo a Milano – burro, parmigiano e zafferano di Navelli

Per “zafferano di Navelli” si intende il celebre zafferano coltivato nell’Altopiano di Navelli, in Abruzzo, oggi tutelato ufficialmente come Zafferano dell’Aquila DOP. La zona di produzione DOP comprende 13 comuni della provincia dell’Aquila, con Navelli come area simbolo e storica. È considerato uno degli zafferani più pregiati d’Italia perché deriva dagli stimmi del Crocus sativus L., raccolti a mano e poi tostati/essiccati secondo metodo tradizionale.

In pratica, cosa lo rende speciale:

  • profumo molto intenso e pulito

  • grande potere colorante

  • lavorazione ancora molto artigianale

  • resa bassissima, quindi prezzo alto e prodotto da dosare con attenzione.

La scelta del Coltello.

Valdostana di vitello – fontina DOP e prosciutto cotto Capitelli

Sorbetto – arancia rossa e campari

Bonet – cioccolato e amaretti

Carta vini, cocktail e servizio

Anche sul fronte beverage il progetto mantiene coerenza con il posizionamento del gruppo. All’ingresso trova spazio un bar dedicato all’aperitivo italiano e al dopocena, con una carta cocktail che guarda ai classici della mixology italiana e una selezione dedicata di amari. La cantina, è curata da Valentina Bertini, già riferimento enologico degli altri indirizzi Langosteria. Il servizio punta su precisione, ritmo e capacità di accompagnare un format meno ingessato del fine dining tradizionale, ma non per questo meno esigente in termini di attenzione e qualità percepita.

Quanto si spende

Sul fronte prezzi, la sensazione generale è quella di un locale che vuole essere più immediato del fine dining classico, ma senza rinunciare al posizionamento premium tipico dell’universo Langosteria. Abbiamo prezzi “da Langosteria”, con una spesa che può restare attorno agli 80 euro scegliendo con misura, ma che naturalmente può salire in modo sensibile in base a piatti, bottiglie e ampiezza del percorso. Più che un ristorante “casual” in senso stretto, PEPE sembra quindi proporsi come un indirizzo di fascia alta, reso però più leggibile e più sciolto nella formula.

La nostra opinione

PEPE Barra Italiana appare come un progetto costruito con intelligenza: non una semplice costola di Langosteria, ma un format con una sua voce precisa, capace di intercettare un pubblico che cerca qualità, atmosfera e riconoscibilità senza le liturgie del fine dining più canonico. La forza del progetto sembra stare proprio qui: prendere la cucina italiana come linguaggio comune, renderla protagonista attraverso la barra, la cucina a vista e una regia gastronomica autorevole, e trasformare l’esperienza in qualcosa di conviviale ma alto di gamma. Se manterrà costanza, tensione e identità anche nel medio periodo, ha tutte le caratteristiche per diventare uno degli indirizzi più osservati della Milano gastronomica di oggi.

Informazioni utili

PEPE Barra Italiana
Corso Giacomo Matteotti 9, 4° piano – Milano
Aperto a pranzo e a cena dal mercoledì alla domenica
Telefono: +39 02 8002 5890
Prenotazioni online disponibili tramite il sito ufficiale del locale.  -> https://www.pepe.it/it