Affacciato sulle acque lente del Chao Phraya, il Riva del Fiume Restaurant del Four Seasons Hotel Bangkok at Chao Phraya River è uno di quei luoghi in cui l’italianità smette di essere nostalgia e diventa interpretazione. Non un semplice ristorante italiano all’estero, ma un esercizio di traduzione culturale guidato dallo chef veronese Andrea Accordi, che qui orchestra una narrazione gastronomica costruita su ingredienti globali e memoria mediterranea.
L’arrivo è già dichiarazione d’intenti: luce naturale che invade la sala, terrazze aperte sul fiume e un’estetica che richiama le ville del Lago di Como senza scivolare nel cliché. Il servizio è dinamico, conversazionale, calorosamente italiano ma con la precisione quasi coreografica dell’hôtellerie asiatica di lusso. È un equilibrio sottile, e proprio in questa tensione tra spontaneità e perfezione si percepisce il progetto.
Riva del Fiume si propone come viaggio lungo la penisola: pasta fatta a mano, pizza napoletana cotta a legna, prodotti che arrivano dall’Italia accanto a materie prime asiatiche selezionate con la stessa ossessione qualitativa. Il risultato è una cucina che parla italiano con accento internazionale, dove il concetto di stagionalità non è geografico ma sensoriale.
Qui la promessa è semplice e ambiziosa: ingredienti eccellenti, trattati con rispetto, e una sequenza di piatti pensata come un percorso narrativo.
La squadra
Executive Chef: Andrea Accordi
Chef de Cuisine: Enrico Maritan
Restaurant Manager: Sofia Marizza
Executive Pastry Chef: Andrea Bonaffini
Hotel Sommelier: Maria Athanasiadou
Tavolo e mise en place…
Il menù degustazione “Un viaggio” alla scoperta di ogni portata come tappa emotiva e di grande bellezza.
Arrivano pane, cracker e grissini fatti rigorosamente in casa a lievitazione naturale.
Riva Del Fiume RestaurantRiva Del Fiume RestaurantArrivano gli amuse-bouche:
- tartelletta di rucola e basilico con zucchine trombette della Liguria in agrodolce, pecorino e zucchine croccanti
- cracker di grano saraceno con cipolle di Tropea, sardina salata cruda e cialda al peperone crusco
- cantuccio salato con patè di fegatelli, verdurine fermentate e gel di ciliegie
Tiramisù di riccio di mare con melanzana affumicata.
TONNO TONNATO: tartare di tonno Akami, caviale Kristal, bergamotto, salsa tonnata.
È una dichiarazione programmatica: il vitello tonnato trasformato in mare aperto. L’akami, la parte più magra del tonno, sostituisce la carne mantenendo la struttura della ricetta piemontese. Il bergamotto alleggerisce la grassezza della salsa tonnata e il caviale aggiunge una salinità elegante. Un inizio raffinato e molto “Four Seasons”: lusso controllato, equilibrio immediato, identità italiana riletta con ingredienti globali.
CAPESANTE: capesanta di Hokkaido marinata, pomodori ciliegini al carbone, agrumi, olio alla foglia di fico.
Qui si percepisce l’Asia come dispensa naturale dello chef. La capasanta giapponese è dolce e lattica, l’olio di foglia di fico introduce una nota verde, quasi lattiginosa, sorprendentemente mediterranea. I pomodori bruciati portano profondità e una punta affumicata. È un piatto giocato sulla delicatezza aromatica più che sull’impatto: elegante, quasi sussurrato.
CALAMARI: calamari BBQ, fagioli e ’nduja, bottarga, emulsione agli agrumi, limone nero.
Qui il registro cambia: entra il Sud Italia. ’Nduja e bottarga portano piccantezza e umami, mentre il limone nero (mediorientale) introduce acidità fermentata. Il calamaro alla brace tiene tutto insieme con una nota affumicata. È uno dei piatti più “golosi” del percorso: mediterraneo, intenso, volutamente meno fine e più materico.
AGNOLOTTI, OSSOBUCO E TOMA DEL MACCAGNO: agnolotti fatti in casa ripieni di ossobuco di vitello, toma del Maccagno, zucchine trombetta alla genovese.
Le zucchine alla genovese portano freschezza e alleggeriscono la ricchezza del ripieno. Questo è il cuore emotivo del menu: memoria, tecnica e profondità.
GALLINELLA DI MARE: gallinella grigliata, melanzana viola, Parmigiano, salsa ai gamberi blue belly.
Il mare incontra la parmigiana senza dichiararlo apertamente. La gallinella ha carne compatta e saporita, perfetta per la griglia. Parmigiano e melanzana introducono un’eco di cucina casalinga italiana, mentre la salsa ai gamberi aggiunge complessità marina. Più classico rispetto alle prime portate, ma molto coerente nel racconto.
CAPPELLO DEL PRETE MAYURA M9: oyster blade Mayura M9 alla griglia su carbone, funghi finferli, cipollotto di Tropea.
La portata carnivora è volutamente opulenta. Il wagyu australiano Mayura è burroso e intenso; la griglia serve a tagliare la grassezza con l’affumicatura. Finferli e cipollotto riportano il piatto in territorio europeo. È il momento “lussurioso” del percorso, pensato per lasciare memoria gustativa.
PANNA COTTA: panna cotta alla vaniglia, pistacchio di Bronte, fichi, sorbetto alla fragola.
Finale rassicurante e molto italiano. Pistacchio di Bronte e fichi evocano Sicilia e Sud, mentre il sorbetto alla fragola introduce freschezza e pulizia. Non cerca di stupire: vuole chiudere con eleganza e comfort, come una cena in famiglia che termina con un dolce classico fatto bene.
Per concludere al meglio caffè e piccola pasticceria…
Più tardi abbiamo fatto merenda con il pastry chef e una selezione incredibile della sua pasticceria, dalla torta di nocciola classica senza farine con pralinato al cioccolato, con crema al mascarpone, al finto gianduiotto con croccante di nocciole.
Mini meringa soufflé al cacao e nocciole con gelato alla nocciola.
Cafe Madeleine | Riverside Cafe in Bangkok
Momento Merenda “defaticante” in stile VG con l’Executive Pastry Chef: Andrea Bonaffini
Come terminare se non con delle morbidissime madeleine!
Un grazie di cuore per questo viaggio decisamente…memorabile!!
Cucina
La proposta del Riva del Fiume Restaurant è una cucina italiana contemporanea che vive di equilibrio tra memoria e cosmopolitismo. Le ricette restano riconoscibili, ma gli ingredienti raccontano una geografia ampia e coerente con Bangkok: tonno giapponese, wagyu australiano, agrumi mediterranei. Il risultato è una narrazione gastronomica fluida, elegante e tecnica, che evita l’effetto “replica” e sceglie invece l’interpretazione.
Servizio e accoglienza
Il servizio è uno dei punti di forza più evidenti: ritmo impeccabile, attenzione ai dettagli e una naturale capacità di mettere l’ospite a proprio agio senza rigidità. L’ospitalità combina la precisione dell’hôtellerie asiatica con la calorosa informalità italiana, creando un’atmosfera conviviale ma sempre raffinata. La sala vive di energia e dialogo, con una presenza discreta e costante.
Conclusioni
Riva del Fiume non è semplicemente un ristorante italiano all’estero: è un indirizzo che interpreta l’italianità in chiave internazionale, con coerenza e ambizione. La posizione sul fiume, l’eleganza degli spazi e la solidità del percorso degustazione lo rendono una destinazione gastronomica completa, capace di convincere sia il viaggiatore nostalgico sia il gourmet curioso. Un viaggio convincente, pensato per essere ricordato.
Riva del Fiume Restaurant
Four Seasons Hotel Bangkok at Chao Phraya River
300/1 ถ. เจริญกรุง Yan Nawa, Sathon, Bangkok 10120, Thailandia











































