
Guida MICHELIN Vini 2026: nascono le Uve MICHELIN, la prima selezione nel cuore della Borgogna
Dopo aver cambiato per sempre il modo di raccontare la ristorazione con le Stelle, introdotte nel 1926, e dopo aver esteso il proprio sguardo all’hôtellerie con le Chiavi MICHELIN, lanciate nel 2024, la Guida MICHELIN inaugura un nuovo capitolo della propria storia: quello dedicato al vino.
Il 7 luglio 2026, nel cuore dell’antico Palazzo dei Duchi di Borgogna, oggi sede del municipio di Digione, la Guida MICHELIN ha svelato la sua prima selezione vinicola, presentando ufficialmente le Uve MICHELIN: una nuova distinzione pensata per accompagnare appassionati, collezionisti, viaggiatori gourmet e professionisti verso le aziende vinicole più significative.
La scelta del debutto non poteva che cadere sulla Borgogna, regione simbolo della cultura del terroir, della precisione agronomica e della capacità del vino di raccontare un luogo con eleganza, profondità e continuità.
Una nuova icona MICHELIN: dalle Stelle alle Chiavi, fino alle Uve
Con le Uve MICHELIN, la Guida amplia ulteriormente il proprio universo di racconto e valutazione. Non più soltanto ristoranti e hotel, ma anche domaines, vignaioli, négociants e aziende vinicole capaci di interpretare il territorio con identità, tecnica e coerenza.
La nuova distinzione si articola su quattro livelli: 3 Uve, 2 Uve, 1 Uva e aziende selezionate.
| Distinzione | Significato | Lettura per il pubblico |
|---|---|---|
| 3 Uve MICHELIN | Massima distinzione | Produttori eccezionali, capaci di offrire qualità straordinaria con grande continuità, indipendentemente dall’annata |
| 2 Uve MICHELIN | Eccellenza riconosciuta | Produttori di notevole rilievo, costanti e capaci di valorizzare con precisione il proprio terroir |
| 1 Uva MICHELIN | Alta qualità e identità | Produttori che realizzano vini di carattere, stile e personalità, particolarmente rappresentativi nelle annate migliori |
| Selezionato | Indirizzo affidabile | Aziende scelte per coerenza, qualità e piacevolezza dell’esperienza enologica |
La prima selezione Uve MICHELIN 2026 in Borgogna: i numeri
Questa edizione inaugurale comprende 94 aziende vinicole, distribuite tra Côte de Nuits, Côte de Beaune e Côte Chalonnaise.
| Categoria | Numero aziende |
|---|---|
| 3 Uve MICHELIN | 9 |
| 2 Uve MICHELIN | 20 |
| 1 Uva MICHELIN | 33 |
| Aziende selezionate | 32 |
| Totale selezione Borgogna 2026 | 94 |
Una fotografia importante, non esaustiva e destinata a evolversi nel tempo, che conferma la volontà della Guida MICHELIN di costruire un riferimento internazionale anche per il mondo del vino.
Perché proprio la Borgogna?
La Borgogna rappresenta da secoli uno dei riferimenti assoluti della viticoltura mondiale. È una regione in cui il vino nasce spesso da una singola varietà, Pinot Noir o Chardonnay, e da un rapporto quasi chirurgico con la parcella, il suolo, l’esposizione, la pendenza, il microclima.
Qui il concetto moderno di terroir ha trovato una delle sue espressioni più raffinate, evolvendosi dalle origini monastiche medievali fino al riconoscimento UNESCO dei celebri climats, il mosaico di oltre 1.247 appezzamenti vitati definiti con precisione.
È proprio questa frammentazione straordinaria a rendere la Borgogna un laboratorio ideale: piccoli lotti, talvolta di pochi ettari o meno, possono generare vini radicalmente diversi pur trovandosi a breve distanza l’uno dall’altro.
Pinot Noir e Chardonnay diventano così strumenti di lettura del territorio: vitigni nobili, trasparenti, capaci di catturare le sfumature del suolo, della mano del vignaiolo e dell’annata.
Le tre aree protagoniste della prima selezione
La prima selezione MICHELIN dedicata al vino si concentra su tre aree simbolo della Borgogna, attraversando i dipartimenti della Côte-d’Or e della Saône-et-Loire.
| Area | Identità | Ruolo nella selezione |
|---|---|---|
| Côte de Nuits | Terra di grandi Pinot Noir, profondità, longevità e finezza | Protagonista assoluta per i rossi più iconici e per numerosi domaines ai vertici |
| Côte de Beaune | Grande patria di Chardonnay, ma anche di rossi raffinati e complessi | Area centrale per bianchi monumentali e produttori di altissima precisione |
| Côte Chalonnaise | Territorio in forte crescita qualitativa | Conferma la vitalità della Borgogna oltre le denominazioni più celebri |
I cinque criteri universali della Guida MICHELIN per il vino
La metodologia della Guida MICHELIN per il vino si basa su cinque pilastri, applicati in modo indipendente e coerente tra le regioni.
| Criterio | Cosa valuta |
|---|---|
| Qualità agronomica | Stato del suolo, equilibrio della vite, gestione del vigneto e tutte le pratiche che incidono direttamente sulla qualità dell’uva |
| Maestria tecnica | Precisione del processo di vinificazione, pulizia esecutiva, capacità di far emergere terroir e varietà senza difetti rilevanti |
| Identità | Personalità del vino, riconoscibilità del produttore, espressione culturale e territoriale |
| Equilibrio | Armonia tra acidità, tannini, alcol, legno, zucchero residuo e struttura complessiva |
| Coerenza | Capacità del produttore di mantenere standard elevati su più annate, anche nelle vendemmie più complesse |
Ispettori del vino: competenza, indipendenza e lavoro sul campo
La selezione è affidata a un team dedicato di Ispettori del vino, professionisti retribuiti dal Gruppo MICHELIN.
Si tratta di un gruppo internazionale composto da ex sommelier, critici enologici, esperti di produzione e professionisti della viticoltura, scelti per la capacità di valutare vigneti e vini in contesti differenti.
Il lavoro avviene durante tutto l’anno, attraverso visite in loco, degustazioni regolari e monitoraggio delle pratiche agronomiche e di cantina. Le valutazioni sono indipendenti, collaborative e fondate su un’analisi continuativa.
La visione di Gwendal Poullennec
Gwendal Poullennec, Direttore internazionale della Guida MICHELIN, interpreta questa prima selezione come il racconto di una Borgogna “fedele alla propria eredità, ma decisamente viva”.
Il messaggio è chiaro: l’eccellenza non si misura soltanto con il prestigio di un nome o di una denominazione, ma nella precisione del lavoro in vigna e in cantina, nella personalità del vignaiolo e nella capacità di esprimere con autenticità il proprio domaine.
La selezione 2026 mette in luce una Borgogna plurale, dinamica, abitata da generazioni diverse, eredi di tradizioni familiari e nuove realtà imprenditoriali, tutte accomunate dalla volontà di rinnovarsi senza tradire l’identità del territorio.
I 9 domaines premiati con 3 Uve MICHELIN
La massima distinzione della selezione è riservata a produttori d’eccezione. In questa prima edizione, le 3 Uve MICHELIN si dividono tra Côte de Nuits e Côte de Beaune.
| Domaine | Area | Località | Nota distintiva |
|---|---|---|---|
| Domaine de Cécile Tremblay | Côte de Nuits | Morey-Saint-Denis | Una delle creazioni più recenti e rare della Côte de Nuits, affermatasi in meno di vent’anni |
| Domaine Dugat-Py | Côte de Nuits | Gevrey-Chambertin | Vigneti a bassissima resa, vini concentrati e destinati al lungo invecchiamento |
| Domaine Roumier | Côte de Nuits | Chambolle-Musigny | Riferimento storico fondato nel 1924 da Georges Roumier |
| Domaine de la Romanée-Conti | Côte de Nuits | Vosne-Romanée | 28 ettari di grand crus coltivati in biodinamica, simbolo assoluto della Borgogna mondiale |
| Domaine Leroy | Côte de Nuits | Vosne-Romanée | La firma leggendaria di Lalou Bize-Leroy, pioniera della biodinamica |
| Domaine d’Auvenay | Côte de Beaune | Saint-Romain | Quattro ettari condotti in biodinamica con esigenza assoluta |
| Domaine Coche-Dury | Côte de Beaune | Meursault | Bianchi leggendari per acidità, intensità e capacità di invecchiamento |
| Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley | Côte de Beaune | Volnay | Vini profondi, setosi e costruiti per evolvere nel tempo |
| Domaine Hubert Lamy | Côte de Beaune | Saint-Aubin | Alta densità, precisione minerale e bianchi cult di grande purezza |
Côte de Nuits: cinque icone ai vertici
La Côte de Nuits colloca cinque domaines nella categoria più alta, da Gevrey-Chambertin a Vosne-Romanée, passando per Chambolle-Musigny e Morey-Saint-Denis.
Il Domaine de Cécile Tremblay, fondato nel 2003 a Morey-Saint-Denis, è una delle rare creazioni nuove della Côte de Nuits. Pronipote di Henri Jayer, Cécile Tremblay ha costruito uno stile personale basato su viticoltura biologica, macerazioni lunghe e fresche, estrazioni delicate, tannini setosi e purezza aromatica.
A Gevrey-Chambertin, il Domaine Dugat-Py lavora quantità estremamente limitate da vigne molto vecchie, coltivate in biodinamica. Le rese bassissime danno origine a vini profondi, concentrati, concepiti per attraversare il tempo.
Il Domaine Roumier, fondato nel 1924 da Georges Roumier a Chambolle-Musigny, resta uno dei riferimenti imprescindibili della Côte de Nuits. A lungo guidato da Christophe Roumier, è oggi nelle mani dei suoi nipoti.
Il Domaine de la Romanée-Conti, codiretto dal 2019 da Perrine Fenal e Bertrand de Villaine, entra naturalmente ai vertici della selezione. Con Alexandre Bernier, direttore tecnico e maître di cantina, custodisce 28 ettari di grand crus in biodinamica.
Chiude il quadro della Côte de Nuits il Domaine Leroy di Lalou Bize-Leroy, figura leggendaria e senza compromessi della Borgogna. Lalou Bize-Leroy è anche l’unica vignaiola a portare due domaines nella categoria delle 3 Uve, grazie anche al Domaine d’Auvenay.
Côte de Beaune: quattro grandi firme tra Meursault, Volnay, Saint-Aubin e Saint-Romain
La Côte de Beaune riunisce quattro domaines premiati con 3 Uve MICHELIN.
Il Domaine d’Auvenay, a Saint-Romain, è una delle realtà più singolari della Borgogna: appena quattro ettari condotti in biodinamica, rese bassissime, potature corte e tardive, vendemmie manuali e vini, bianchi e rossi, di densità e complessità straordinarie.
A Meursault, il Domaine Coche-Dury rappresenta una delle vette assolute della Côte d’Or. Fondato negli anni Venti da Léon Coche, deve gran parte della sua fama a Jean-François Coche. Dal 2010, il figlio Raphaël ne prosegue l’eredità con vini sempre più fini e trasparenti nella lettura del terroir.
Il Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley, a Volnay, lavora circa dieci ettari con attenzione estrema alla salute della vite, alle rese moderate e alla valorizzazione di ogni parcella. I vini sono morbidi ma potenti, profondi, setosi e longevi.
Il Domaine Hubert Lamy, a Saint-Aubin, è tra i riferimenti più significativi della Côte de Beaune. Olivier Lamy, alla guida piena intorno al 2000, ha reso celebri le piantagioni ad alta densità e cuvée oggi cult come le Haute Densité, vini bianchi tesi, minerali e di grande potenziale evolutivo.
I 20 domaines premiati con 2 Uve MICHELIN
Le 2 Uve MICHELIN riconoscono produttori di eccellenza, capaci di mantenere qualità e costanza notevoli all’interno del proprio terroir.
| Domaine | Area | Località / riferimento |
|---|---|---|
| Domaine Dujac | Côte de Nuits | Morey-Saint-Denis |
| Domaine Denis Mortet | Côte de Nuits | Gevrey-Chambertin |
| Domaine Georges Mugneret-Gibourg | Côte de Nuits | Vosne-Romanée |
| Domaine Bruno Clair | Côte de Nuits | Marsannay-la-Côte |
| Domaine Gérard Mugneret | Côte de Nuits | Vosne-Romanée |
| Domaine Jacques-Frédéric Mugnier | Côte de Nuits | Chambolle-Musigny |
| Domaine Jean-Claude Bachelet | Côte de Beaune | Saint-Aubin |
| Domaine Paul Pillot | Côte de Beaune | Chassagne-Montrachet |
| Domaine Arnaud Ente | Côte de Beaune | Meursault |
| Domaine Benoît Ente | Côte de Beaune | Puligny-Montrachet |
| Domaine Benoît Moreau | Côte de Beaune | Chassagne-Montrachet |
| Domaine Lamy-Caillat | Côte de Beaune | Chassagne-Montrachet |
| Domaine Bonneau du Martray | Côte de Beaune | Pernand-Vergelesses |
| Domaine des Comtes Lafon | Côte de Beaune | Meursault |
| Domaine des Croix | Côte de Beaune | Beaune |
| Domaine Leflaive | Côte de Beaune | Puligny-Montrachet |
| Domaine Étienne Sauzet | Côte de Beaune | Puligny-Montrachet |
| Domaine Jean-Marc Vincent | Côte de Beaune | Santenay |
| Domaine Bruno Lorenzon | Côte Chalonnaise | Mercurey |
| Domaine Dureuil-Janthial | Côte Chalonnaise | Rully |
La Côte de Nuits delle 2 Uve
Fondato nel 1968 da Jacques Seysses, il Domaine Dujac è oggi guidato dai figli Jérémy e Alec, insieme a Diana, moglie di Jérémy. Su 17,5 ettari coltivati in biologico, i vini uniscono finezza, densità e una vinificazione tradizionale con forte presenza di grappoli interi.
Il Domaine Denis Mortet, fondato nel 1956 e oggi guidato da Arnaud Mortet, ha progressivamente evoluto il proprio stile verso maggiore morbidezza ed eleganza. La cura dei suoli, le chiome alte, le macerazioni lunghe e le estrazioni delicate contribuiscono a vini ricchi, profumati e capaci di invecchiare.
Il Domaine Georges Mugneret-Gibourg, fondato nel 1933 a Vosne-Romanée, è oggi condotto dalle sorelle Marie-Andrée Nauleau e Marie-Christine Teillaud, affiancate dal 2017 da alcune delle rispettive figlie. I vini sono riconoscibili per frutto brillante, tannini morbidi e grande regolarità.
Completano la selezione Côte de Nuits delle 2 Uve i Domaines Bruno Clair, Gérard Mugneret e Jacques-Frédéric Mugnier.
La Côte de Beaune delle 2 Uve
La Côte de Beaune domina la selezione con dodici domaines.
Il Domaine Jean-Claude Bachelet, a Saint-Aubin, è stato sviluppato dal 2005 dai fratelli Marc e Alexandre Bachelet su oltre 22 ettari, con parcelle a Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet, Saint-Aubin, Santenay e Maranges. Le vigne sono coltivate in biologico e danno vini di precisione, purezza ed equilibrio.
Il Domaine Paul Pillot, a Chassagne-Montrachet, è guidato dal 2007 da Thierry Pillot, quarta generazione della famiglia. Fermentazioni naturali, lunghi affinamenti sulle fecce, botti riutilizzate e vinificazione poco interventista permettono di preservare tensione, texture e precisione.
Tra i nomi della Côte de Beaune figurano anche Arnaud Ente, Benoît Ente, Benoît Moreau, Lamy-Caillat, Bonneau du Martray, Domaine des Comtes Lafon, Domaine des Croix, Domaine Leflaive, Étienne Sauzet e Jean-Marc Vincent.
Jean-Marc Vincent, rientrato al domaine nel 1998, ha contribuito a fare di Santenay un riferimento della Côte de Beaune attraverso vendemmie manuali, impianti ad alta densità e un programma di reimpianto orientato alla resilienza dei terroir.
Côte Chalonnaise: due conferme importanti
La Côte Chalonnaise entra con forza nella prima selezione MICHELIN grazie a due domaines.
Il Domaine Bruno Lorenzon, a Mercurey, coniuga impianti ad alta densità, affinamenti in botti proprie e una vinificazione di precisione. Il suo approccio personale e rigoroso lo ha reso un riferimento imprescindibile della denominazione.
Il Domaine Dureuil-Janthial, a Rully, è guidato da Vincent Dureuil, che ha ripreso il domaine familiare nel 1997 trasformandolo in uno degli indirizzi più interessanti della Côte Chalonnaise. I vini sono riconosciuti per texture, concentrazione, complessità e capacità di evolvere anche oltre i dieci anni.
I 33 domaines premiati con 1 Uva MICHELIN
L’Uva MICHELIN distingue produttori di grande qualità, capaci di elaborare vini di carattere e stile, particolarmente rappresentativi nelle migliori annate.
Côte de Nuits – I domaines con 1 Uva
| Villaggio / area | Domaines citati |
|---|---|
| Gevrey-Chambertin | Armand Rousseau, Claude Dugat, Denis Bachelet, Duroché, Joseph Roty, Trapet |
| Chambolle-Musigny | Comte Georges de Vogüé, Ghislaine Barthod, Hudelot-Noëllat, Domaine Louis Boillot |
| Morey-Saint-Denis | Domaine Clos de Tart, Domaine des Lambrays, Domaine Ponsot |
| Vosne-Romanée / Vougeot | Domaine Arnoux-Lachaux, Domaine Sylvain Cathiard, Domaine Méo-Camuzet, Château de la Tour |
| Nuits-Saint-Georges | Domaine Faiveley |
Gevrey-Chambertin, patria di grandi Pinot Noir da invecchiamento, è particolarmente rappresentata con sei domaines: Armand Rousseau, Claude Dugat, Denis Bachelet, Duroché, Joseph Roty e Trapet.
Chambolle-Musigny, villaggio della finezza, entra in selezione con Comte Georges de Vogüé, Ghislaine Barthod, Hudelot-Noëllat e Domaine Louis Boillot.
Morey-Saint-Denis conferma il proprio carattere più riservato e profondo attraverso Domaine Clos de Tart, Domaine des Lambrays e Domaine Ponsot.
Vosne-Romanée e Vougeot sono rappresentate da Domaine Arnoux-Lachaux, Sylvain Cathiard, Méo-Camuzet e Château de la Tour.
A Nuits-Saint-Georges, il Domaine Faiveley completa il panorama. Fondata nel 1825, la maison familiare è oggi guidata dalla settima generazione, Erwan ed Ève Faiveley, e conta 127 ettari tra Côte de Nuits, Côte de Beaune e Côte Chalonnaise. La conduzione biologica è certificata dal 2025.
Côte de Beaune – I domaines con 1 Uva
| Villaggio / area | Domaines citati |
|---|---|
| Meursault | Bernard-Bonin, Henri Boillot, Henri Germain, Roulot, Vincent Girardin |
| Volnay | Domaine de Montille, Marquis d’Angerville, Michel Lafarge, Domaine Roblet-Monnot |
| Beaune | Benjamin Leroux, Joseph Drouhin, Louis Jadot |
| Chassagne-Montrachet | Domaine Pierre-Yves Colin-Morey |
| Saint-Aubin | Domaine Marc Colin |
| Saint-Romain | Domaine Henri et Gilles Buisson |
Meursault è il villaggio più rappresentato della Côte de Beaune, con Bernard-Bonin, Henri Boillot, Henri Germain, Roulot e Vincent Girardin.
Volnay si afferma con Domaine de Montille, Marquis d’Angerville, Michel Lafarge e Domaine Roblet-Monnot, confermando una delle espressioni più raffinate del Pinot Noir borgognone.
La selezione prosegue a Beaune con Benjamin Leroux, Joseph Drouhin e Louis Jadot, a Chassagne-Montrachet con Pierre-Yves Colin-Morey, a Saint-Aubin con Marc Colin e a Saint-Romain con Domaine Henri et Gilles Buisson.
Quest’ultimo è un precursore della viticoltura biologica in Borgogna fin dalla fine degli anni Quaranta. Oggi è diretto dai fratelli Franck e Frédérick Buisson, certificati bio dal 2008 e biodinamici dal 2018. La vinificazione accurata e poco solfitata dà bianchi incisivi e rossi eleganti.
Le 32 aziende selezionate dalla Guida MICHELIN
Accanto alle Uve, la Guida MICHELIN segnala anche 32 aziende selezionate: produttori affidabili, scelti per costanza, qualità e piacevolezza dell’esperienza enologica.
Côte de Nuits – Aziende selezionate
| Domaine | Località / riferimento | Nota |
|---|---|---|
| Domaine Sylvain Pataille | Marsannay | Da un ettaro familiare nel 1999 a circa quindici ettari in biodinamica |
| Domaine Camille Thiriet | Comblanchien / Côte de Nuits-Villages | Avventura nata nel 2016 da una micro-attività di négociant |
| Domaine Berthaut-Gerbet | Fixin | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
| Domaine Benoit Chevallier | Vosne-Romanée | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
| Domaine Charles Audoin | Marsannay-la-Côte | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
| Domaine Felettig | Chambolle-Musigny | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
| Domaine Hubert Lignier | Chambolle-Musigny | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
| Domaine Fourrier | Gevrey-Chambertin | Indirizzo selezionato della Côte de Nuits |
Sylvain Pataille, partito da un solo ettaro familiare a Marsannay nel 1999, coltiva oggi una quindicina di ettari in biodinamica, con attenzione meticolosa al suolo e anche ricorso alla trazione animale.
Il Domaine Camille Thiriet racconta invece una storia imprenditoriale nata quasi dal nulla. Dal 2016, Camille Thiriet e Matt Chittick sono partiti da una micro-attività di négociant in un garage a Comblanchien, arrivando poi ad acquisire nel 2022 il Domaine Gilles Jourdan.
Côte de Beaune – Aziende selezionate
| Area | Domaines selezionati |
|---|---|
| Meursault | Domaine Jobard-Morey, Domaine Anne Boisson, Domaine Ballot-Millot, Domaine Buisson-Charles, Domaine Camille & Guillaume Boillot, Domaine Pierre Boisson, Domaine Pierre Girardin, Domaine Pierre Morey |
| Chassagne-Montrachet | Domaine Alex Moreau, Domaine Ramonet, Domaine Vincent Dancer |
| Puligny-Montrachet | Domaine Jacques Carillon, Domaine Thomas-Collardot |
| Beaune | Domaine Albert Bichot, Domaine Bouchard Père & Fils |
| Dezize-lès-Maranges | Domaine Bachelet-Monnot, Domaine Nicolas Perrault |
| Saint-Romain | Domaine Alain Gras |
| Saint-Aubin | Domaine Joseph Colin |
| Auxey-Duresses | Domaine Lafouge |
| Savigny-lès-Beaune | Domaine Pierre Guillemot |
| Pernand-Vergelesses | Domaine Rapet |
| Pommard | Domaine Yvon Clerget |
A Meursault, il Domaine Jobard-Morey si fonda su un patrimonio prezioso di vecchie vigne di Chardonnay situate in alcuni dei migliori climats della Borgogna. Valentin Jobard, alla guida del domaine familiare fondato nel 1949, lavora sulla cura dei suoli e sull’orientamento al biologico, mantenendo una vinificazione classica in continua evoluzione.
Completano la Côte de Beaune aziende di forte riconoscibilità, da Anne Boisson a Ramonet, da Bouchard Père & Fils a Jacques Carillon, fino a Yvon Clerget a Pommard.
Côte Chalonnaise – Azienda selezionata
| Domaine | Località | Nota |
|---|---|---|
| Domaine Maxime Cottenceau | Montagny | Giovane talento del sud della Borgogna, domaine creato nel 2018 |
Formatosi per tre anni accanto a Vincent Dureuil, Maxime Cottenceau ha creato il proprio domaine nel 2018 recuperando le vigne familiari di Montagny, fino ad allora conferite alla cooperativa locale. Su quattro ettari condotti in biologico e aperti alla sperimentazione, firma vini setosi, aromatici e promettenti.
Borgogna 2026: una selezione che racconta passato, presente e futuro

Questa prima selezione delle Uve MICHELIN non è soltanto una classifica. È un racconto del vino come cultura, artigianato, visione e responsabilità.
La Borgogna che emerge è un territorio profondamente consapevole della propria storia, ma non immobile. Accanto ai nomi mitici, capaci di definire il mercato e l’immaginario internazionale del fine wine, trovano spazio nuove generazioni, domaines familiari, micro-realtà nate di recente e produttori che stanno ridefinendo il valore di denominazioni meno celebrate.
È un segnale importante: la Guida MICHELIN non guarda soltanto al blasone, ma alla qualità reale del lavoro, alla coerenza nel tempo, alla capacità di imprimere una firma senza tradire il luogo.
Nota sul consumo responsabile
Il consumo eccessivo di alcol è dannoso per la salute. Bevi responsabilmente.
A proposito di Michelin
Michelin sta diventando un produttore leader a livello mondiale nel campo dei compositi e delle esperienze che cambiano la vita. Pioniere nella progettazione di materiali innovativi da oltre 130 anni, mette a disposizione la propria esperienza per contribuire al progresso umano e a un mondo più sostenibile.
Grazie al proprio know-how nel settore dei polimeri compositi, Michelin è attiva nella produzione di pneumatici e componenti di alta qualità per applicazioni critiche in ambiti come mobilità, edilizia, aeronautica, sanità ed energie a basse emissioni di carbonio.
La qualità dei prodotti e la profonda conoscenza del cliente permettono a Michelin di offrire esperienze che spaziano dalle soluzioni connesse basate su dati e intelligenza artificiale per le flotte professionali alle raccomandazioni della Guida MICHELIN dedicate a ristoranti, hotel e ora anche grandi aziende vinicole.
Con sede a Clermont-Ferrand, in Francia, Michelin è presente in 175 Paesi e impiega 122.600 persone.
Presente in Italia dal 1906, Michelin conta oggi oltre 3.800 dipendenti ed è il primo produttore di pneumatici del Paese, con due importanti stabilimenti produttivi a Cuneo, per pneumatici vettura, e Alessandria, per pneumatici autocarro. La sede centrale è a Torino, insieme a un’attività di produzione di semilavorati e a un importante centro logistico, mentre la Direzione Commerciale è a Milano.
