
The World’s 50 Best Restaurants 2026 a Lima il 4 novembre: il punto di Claudio Sacco e l’Italia nella Top 50 –

Per la prima volta nella storia della manifestazione, la più mediatica delle classifiche gastronomiche mondiali approda in Sud America. The World’s 50 Best Restaurants 2026, sponsorizzata da S.Pellegrino & Acqua Panna, si terrà mercoledì 4 novembre a Lima, in Perù. Una scelta tutt’altro che esotica o casuale: rappresenta il riconoscimento di un movimento gastronomico che, negli ultimi anni, ha progressivamente spostato verso il continente sudamericano il baricentro dell’alta cucina internazionale.
Lima sarà dunque la capitale mondiale della ristorazione il prossimo 4 novembre, quando chef, patron, professionisti dell’ospitalità, opinion leader e media internazionali si ritroveranno per conoscere la nuova classifica dei The World’s 50 Best Restaurants 2026.
La manifestazione sarà organizzata in collaborazione con la Commissione per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo del Perù, PromPerú, organismo del Ministero peruviano del Commercio Estero e del Turismo e Official Host Destination Partner dell’evento.
Si tratta del debutto assoluto in Sud America per il programma mondiale dei 50 Best Restaurants. L’annuncio segna anche un cambiamento rispetto alla destinazione inizialmente indicata per l’edizione 2026, Abu Dhabi: l’organizzazione ha confermato ufficialmente che la nuova sede sarà Lima, senza fornire ulteriori spiegazioni circa la variazione.
Lima, 4 novembre 2026: una destinazione che è già protagonista

La scelta di Lima consolida la crescente reputazione della capitale peruviana come una delle più importanti destinazioni gastronomiche mondiali.
La città aveva già ospitato nel 2013 la prima edizione di Latin America’s 50 Best Restaurants. Da allora, il suo sistema della ristorazione si è sviluppato con una continuità e una capacità progettuale raramente riscontrabili altrove, facendo emergere cucine capaci di trasformare la biodiversità, le tradizioni indigene, le influenze migratorie e la dispensa peruviana in un linguaggio contemporaneo riconoscibile a livello internazionale.
Il Perù non è più soltanto una destinazione ricca di prodotti, culture e suggestioni. È diventato un vero laboratorio gastronomico, capace di coniugare ricerca, narrazione, identità territoriale, sostenibilità e capacità imprenditoriale.
La classifica 2025 ha fotografato con chiarezza questa concentrazione di talento: Maido è salito al primo posto mondiale, Kjolle ha raggiunto la posizione numero 9, Mérito la numero 26 e Mayta la numero 39. A questi si aggiunge Central, vincitore assoluto nel 2023 e oggi inserito nella Hall of Fame dei Best of the Best.
Il punto di Claudio Sacco: Lima non è una trasferta esotica, ma un nuovo centro del mondo gastronomico

La scelta di Lima mi appare prima di tutto coerente.
Non siamo di fronte alla ricerca di una destinazione scenografica da utilizzare come semplice fondale per una cerimonia. La 50 Best si trasferisce là dove, negli ultimi anni, si è sviluppato uno dei movimenti più solidi, identitari e influenti dell’intera ristorazione mondiale.
Dopo Torino 2025, che ha rappresentato un momento significativo per l’Italia e per il sistema gastronomico piemontese, il passaggio a Lima esprime con grande chiarezza il carattere itinerante e geopolitico della manifestazione.
La forza della 50 Best non risiede soltanto nella classifica. Risiede nella sua capacità di accendere i riflettori su una città, trasformarla in destinazione e generare intorno alla cucina un movimento fatto di viaggi, prenotazioni, investimenti, relazioni e desiderabilità internazionale. Lima non viene scelta perché emergente: viene scelta perché è già diventata centrale.
Il Sud America, per lungo tempo raccontato soprattutto attraverso il fascino dei prodotti, delle biodiversità e delle culture ancestrali, ha ormai costruito una nuova generazione di ristoranti dotati di metodo, organizzazione, servizio, visione internazionale e straordinaria capacità narrativa.
La cucina peruviana, in particolare, ha avuto il merito di non presentarsi al mondo come una copia delle grandi scuole europee. Ha elaborato un proprio vocabolario, utilizzando le tecniche contemporanee per rendere leggibili altitudini, ecosistemi, comunità, migrazioni e contaminazioni culturali.
Ed è precisamente questa autonomia espressiva ad averne determinato il successo.
Da Central a Maido: due numeri uno peruviani in tre anni
Nel 2023 Central, il ristorante di Virgilio Martínez e Pía León, è diventato il primo ristorante sudamericano a conquistare il titolo di The World’s Best Restaurant.
Il suo percorso gastronomico, costruito intorno alle diverse altitudini e agli ecosistemi del Perù, ha reso comprensibile al pubblico internazionale un patrimonio naturale e culturale di eccezionale complessità.
Due anni più tardi, nel 2025, è stata la volta di Maido, guidato da Mitsuharu “Micha” Tsumura, protagonista di una cucina Nikkei capace di raccontare l’incontro fra cultura giapponese e identità peruviana con profondità, immediatezza e grande precisione tecnica.
Maido è così diventato il secondo ristorante peruviano a raggiungere il primo posto mondiale nell’arco di tre edizioni, dopo Central nel 2023.
Maido entra nei Best of the Best e non sarà nella classifica 2026
Con il successo ottenuto a Torino nel 2025, Maido entrerà ufficialmente nel gruppo Best of the Best, la Hall of Fame riservata ai ristoranti che hanno conquistato almeno una volta la prima posizione mondiale.
In base al regolamento dei 50 Best, gli ex numeri uno non sono più eleggibili per le classifiche successive. Maido, pertanto, non potrà figurare nella graduatoria 2026, così come già avviene per Central, Osteria Francescana, Disfrutar, Noma, El Celler de Can Roca, Mirazur e gli altri vincitori assoluti.
L’ingresso ufficiale di Maido nei Best of the Best avverrà simbolicamente proprio nella sua città, durante la cerimonia di Lima.
Dal punto di vista narrativo è un passaggio interessante: il campione uscente non potrà difendere il titolo, ma il movimento gastronomico che rappresenta ospiterà l’intera comunità mondiale.
Il programma dei The World’s 50 Best Restaurants 2026 in Perù
L’evento non si limiterà alla cerimonia conclusiva. PromPerú sosterrà un articolato calendario di incontri, cene, momenti di confronto e occasioni aperte anche al pubblico.
#50BestTalks – 3 novembre 2026
Il 3 novembre tornerà #50BestTalks, il forum dedicato alle idee, ai cambiamenti e alle questioni più rilevanti per il futuro della ristorazione e dell’ospitalità.
Chef, imprenditori e personalità internazionali saranno chiamati a confrontarsi su creatività, sostenibilità, modelli di lavoro, cultura gastronomica e trasformazioni del settore.
50 Best Signature Sessions
Le Signature Sessions proporranno una serie di eventi gastronomici collaborativi e acquistabili dal pubblico.
Chef appartenenti ai ristoranti presenti nelle classifiche 50 Best cucineranno insieme ad alcuni dei più autorevoli talenti locali. Una formula particolarmente interessante perché permette di trasformare la manifestazione da evento prevalentemente istituzionale a esperienza realmente accessibile agli appassionati.
Chefs’ Feast
Il programma comprenderà inoltre il tradizionale Chefs’ Feast, concepito per presentare agli ospiti internazionali le migliori materie prime, le tecniche e le espressioni gastronomiche della regione ospitante.
In Perù questo appuntamento assume un valore particolare, considerando la straordinaria varietà di ingredienti provenienti dalla costa del Pacifico, dalle Ande e dall’Amazzonia.
La cerimonia e il countdown del 4 novembre
Il momento culminante sarà la cerimonia del 4 novembre, durante la quale verranno svelate, in ordine decrescente, le posizioni dalla numero 50 alla numero 1.
La serata comprenderà anche alcuni dei principali riconoscimenti individuali, fra cui The World’s Best Female Chef Award e l’Icon Award. La cerimonia sarà trasmessa in diretta attraverso il canale YouTube ufficiale di 50 Best.
Premi speciali e classifica 51-100
Nelle settimane precedenti saranno annunciati diversi premi speciali, fra cui:
- Champions of Change Award;
- Art of Hospitality Award;
- One To Watch Award;
- la classifica estesa dei ristoranti collocati nelle posizioni dalla 51 alla 100.
Il comunicato anticipa inoltre ulteriori riconoscimenti destinati a celebrare i risultati di singoli professionisti e ristoranti prima della serata conclusiva.
Le parole di Rikki Tidball, Managing Director of Events di 50 Best
Rikki Tidball, Managing Director of Events di The World’s 50 Best Restaurants, ha commentato:
«Siamo entusiasti di portare per la prima volta in Sud America, nel prossimo mese di novembre, la cerimonia di The World’s 50 Best Restaurants 2026. Il Perù è una destinazione che incarna pienamente lo spirito dei premi: un luogo nel quale secoli di ricchissimo patrimonio culturale hanno dato origine a una delle scene gastronomiche più emozionanti del mondo. In collaborazione con PromPerú, nostro partner in qualità di destinazione ospitante, non vediamo l’ora di riunire la comunità internazionale e celebrare l’eccellenza di livello mondiale che ha reso il Perù una delle destinazioni culinarie oggi più influenti e discusse».
Il ministro Berthin Enrique Gómez Vela: la gastronomia come motore di sviluppo
Berthin Enrique Gómez Vela, ministro del Commercio Estero e del Turismo del Perù, ha sottolineato il valore strategico dell’evento:
«La scelta di Lima come città ospitante di The World’s 50 Best Restaurants rappresenta una tappa storica per il Perù e riflette il lavoro continuativo svolto dal Governo peruviano, dal Ministero del Commercio Estero e del Turismo e da PromPerú per posizionare il Paese fra le principali destinazioni gastronomiche e turistiche mondiali.
Portare questo prestigioso evento nella nostra capitale è il risultato di una visione di lungo periodo, finalizzata a mostrare la ricchezza della nostra cucina, la varietà dei nostri prodotti autoctoni e il talento dell’intera filiera che ha reso la gastronomia peruviana apprezzata in tutto il mondo.
La gastronomia è diventata uno dei più potenti fattori d’ispirazione del viaggio e attrae visitatori alla ricerca di esperienze autentiche legate alla nostra cultura, biodiversità e tradizione. Ospitare l’evento a Lima collocherà il Perù al centro della conversazione gastronomica globale, generando al contempo un impatto positivo sull’intero ecosistema dell’ospitalità e del turismo.
Oggi la nostra cucina è molto più di una fonte di orgoglio nazionale: è un potente motore di sviluppo che continua a posizionare il Perù come destinazione di riferimento per il turismo gastronomico internazionale».
L’Italia verso Lima: i sei ristoranti presenti nella Top 50 del 2025
La classifica 2026 verrà resa nota soltanto il 4 novembre. Per valutare la posizione di partenza dell’Italia occorre quindi fare riferimento all’ultima graduatoria disponibile, presentata il 19 giugno 2025 a Torino.
L’Italia ha collocato sei ristoranti nelle prime 50 posizioni, con tre insegne comprese nella Top 20.
| Posizione 2025 | Ristorante | Località | Chef e figure di riferimento |
|---|---|---|---|
| 16 | Lido 84 * | Gardone Riviera | Riccardo e Giancarlo Camanini |
| 18 | Reale | Castel di Sangro | Niko Romito |
| 20 | Atelier Moessmer Norbert Niederkofler | Brunico | Norbert Niederkofler e Mauro Siega |
| 31 | Le Calandre | Rubano | Massimiliano e Raffaele Alajmo |
| 32 | Piazza Duomo | Alba | Enrico Crippa |
| 43 | Uliassi | Senigallia | Mauro e Catia Uliassi |
I piazzamenti sono quelli ufficiali della classifica The World’s 50 Best Restaurants 2025.
Lido 84 – posizione numero 16 (* Locale al momento chiuso -> Giudizio 2026 sospeso)
Lido 84 di Gardone Riviera è stato il ristorante italiano meglio classificato nel 2025.
La cucina di Riccardo Camanini possiede una caratteristica sempre più rara: è immediatamente identificabile, ma non si lascia ridurre a una formula. Ricerca nei ricettari, tecniche contemporanee, sensibilità artistica, profondità italiana e una sottile disposizione a infrangere le regole convivono senza trasformarsi in esercizio stilistico.
Il Rigatone cacio e pepe cotto nella vescica è diventato un’icona internazionale, ma limitare Lido 84 a quel piatto sarebbe ingeneroso. Altrettanto determinante è la regia dell’accoglienza di Giancarlo Camanini, capace di dare calore e naturalezza a una macchina gastronomica estremamente sofisticata.
Il contesto sul Lago di Garda completa un’esperienza nella quale destinazione, cucina e ospitalità coincidono.
Reale – posizione numero 18
Niko Romito continua a rappresentare una delle espressioni più rigorose della cucina italiana contemporanea.
Al Reale di Castel di Sangro, la sottrazione non è minimalismo decorativo, ma ricerca dell’essenza. Ogni ingrediente viene analizzato, scomposto e ricostruito per raggiungere una purezza gustativa che richiede tecnica, tempo e controllo assoluto.
Il lavoro sui vegetali, sulle fermentazioni, sulle farine e sul pane ha generato un vero sistema di conoscenza, sviluppato all’interno di Casadonna, il monastero cinquecentesco che ospita il ristorante e le attività formative.
La grandezza di Romito consiste nella capacità di presentare piatti apparentemente semplici dietro ai quali si nasconde una complessità metodologica enorme.
Atelier Moessmer Norbert Niederkofler – posizione numero 20
Atelier Moessmer ha portato nella Top 20 mondiale una filosofia costruita intorno alla montagna, alla responsabilità e alla coerenza territoriale.
Il progetto di Norbert Niederkofler non utilizza il territorio come elemento ornamentale. “Cook the Mountain” è un metodo che coinvolge ingredienti, stagionalità, produttori, sostenibilità e trasmissione della conoscenza.
La storica villa ottocentesca di Brunico, parte dell’antico complesso tessile Moessmer, è stata trasformata in un ambiente di discreto lusso, nel quale il percorso gastronomico attraversa differenti spazi della proprietà.
Niederkofler imprime visione e cultura al progetto, mentre l’executive chef Mauro Siega, il sommelier-manager Lukas Gerges e una squadra giovane ne conducono l’operatività quotidiana. È una delle dimostrazioni più convincenti di come il localismo possa diventare linguaggio universale senza scadere nel folclore.
Le Calandre – posizione numero 31
Le Calandre rappresenta un pezzo importante della storia dell’alta cucina italiana.
Massimiliano e Raffaele Alajmo hanno assunto la guida del ristorante di famiglia nel 1994 e ne hanno progressivamente fatto il centro creativo e culturale del Gruppo Alajmo.
La cucina di Massimiliano conserva una curiosità quasi infantile, sostenuta però da una maturità tecnica e intellettuale fuori dal comune. Piatti storici, opere d’arte, design, materia, luce e percezioni sensoriali diventano parti di un’unica rappresentazione.
Le Calandre dimostra che l’innovazione non coincide necessariamente con la ricerca ossessiva della novità. Può essere anche capacità di rimettere continuamente in discussione un’identità già forte, senza perderne memoria, riconoscibilità e anima italiana.
Piazza Duomo – posizione numero 32
Piazza Duomo è uno dei ristoranti che meglio interpretano la relazione fra alta cucina e paesaggio agricolo.
Enrico Crippa lavora sul gusto, sui colori, sulle consistenze e sulle temperature con una precisione che unisce sensibilità italiana, formazione francese e disciplina giapponese.
Gli orti biologici e biodinamici della proprietà non costituiscono semplicemente una fonte di approvvigionamento. Sono parte integrante del processo creativo e permettono alla cucina di seguire realmente il ritmo delle stagioni.
Alba, le Langhe, il Barolo, il tartufo bianco, le erbe e gli ortaggi vengono trasformati in racconto, senza perdere eleganza e leggibilità. È una cucina nella quale l’estetica non precede mai il sapore, ma lo accompagna e lo amplifica.
Uliassi – posizione numero 43
Uliassi è una delle espressioni più complete della cucina italiana di mare, ma anche uno dei luoghi nei quali il confine fra prodotto marino, selvaggina, carne e memoria territoriale viene esplorato con maggiore libertà.
Mauro Uliassi e la sorella Catia hanno costruito a Senigallia un’esperienza capace di coniugare altissima cucina, ironia, immediatezza e una forma di ospitalità profondamente familiare.
Durante i mesi invernali, l’Uliassi Lab coinvolge la squadra nello sviluppo delle nuove creazioni che vengono presentate nella stagione successiva, accanto a un percorso dedicato ai grandi classici.
La cucina vive del dialogo fra mare e terra tipico delle Marche, ma lo porta su un piano contemporaneo attraverso consistenze, temperature, concentrazioni e accostamenti spesso sorprendenti.
Il bilancio italiano: sei presenze importanti, ma nessuna nella Top 15
Sei ristoranti fra i primi 50 e tre nella Top 20 costituiscono un risultato rilevante. La rappresentanza italiana del 2025 mostra inoltre una notevole varietà geografica e culturale: il Lago di Garda, l’Abruzzo, l’Alto Adige, il Veneto, le Langhe e la costa marchigiana.
È però altrettanto evidente che nessun ristorante italiano sia entrato nella Top 15 e che la prima insegna nazionale, Lido 84, abbia occupato la sedicesima posizione.
Questo dato non deve essere letto come una bocciatura della cucina italiana, né come un giudizio assoluto sul suo valore. Deve piuttosto stimolare una riflessione sulla capacità del nostro sistema di essere presente, riconoscibile e narrato all’interno dei grandi circuiti internazionali.
Le classifiche non sono il Vangelo e non possono sostituire l’esperienza diretta, la critica o le guide. Tuttavia, ignorare la loro forza sarebbe un grave errore strategico. La 50 Best muove prenotazioni, turismo, investimenti, comunicazione e reputazione. L’Italia dispone di una straordinaria profondità gastronomica, ma deve imparare sempre meglio a trasformare questa ricchezza diffusa in una narrazione internazionale continuativa.
Il rischio italiano è talvolta quello di ritenere che la qualità si comunichi da sola. Nel mondo contemporaneo non è così. Alla qualità devono affiancarsi relazioni, continuità, accessibilità, accoglienza, visione imprenditoriale e una capacità professionale di raccontare il progetto senza banalizzarlo.
Come viene formata la classifica The World’s 50 Best Restaurants
The World’s 50 Best Restaurants non utilizza una griglia tecnica predeterminata e non assegna punteggi a cucina, servizio, cantina o ambiente.
Il concetto di “migliore” viene lasciato alla valutazione dei componenti della The World’s 50 Best Restaurants Academy, formata attualmente da 1.120 esperti internazionali e suddivisa in 28 regioni geografiche.
Ogni regione dispone di un panel di 40 membri, compreso il presidente regionale. L’Academy comprende chef, ristoratori, giornalisti, critici gastronomici e viaggiatori gourmet, con un equilibrio di genere del 50%. Almeno il 25% dei componenti di ciascun panel viene rinnovato ogni anno.
La classifica è organizzata e compilata da William Reed. Dipendenti dell’organizzazione e rappresentanti degli sponsor non fanno parte dell’Academy votante.
Il processo e i risultati sono sottoposti alla verifica indipendente di Deloitte, che ha accesso ai dati e alle procedure di voto per controllarne integrità e autenticità.
È importante ricordarlo: la 50 Best non pretende di essere una misurazione scientifica o una guida tradizionale. È una fotografia costruita attraverso le esperienze e le preferenze di una comunità internazionale di professionisti e frequentatori della ristorazione.
La sua influenza nasce proprio dall’incontro fra valutazione gastronomica, reputazione, capacità di viaggio e forza mediatica.
50 Best: non soltanto una classifica
Dal 2002 The World’s 50 Best Restaurants racconta la diversità del panorama gastronomico internazionale e offre una fotografia delle destinazioni e delle esperienze più influenti del momento.
Nel tempo la piattaforma si è trasformata in un ecosistema articolato che comprende:
- Latin America’s 50 Best Restaurants;
- Asia’s 50 Best Restaurants;
- Middle East & North Africa’s 50 Best Restaurants;
- North America’s 50 Best Restaurants;
- The World’s 50 Best Hotels;
- The World’s 50 Best Vineyards;
- The World’s 50 Best Bars;
- Asia’s 50 Best Bars;
- North America’s 50 Best Bars;
- 50 Best Discovery;
- la serie di incontri #50BestTalks.
Tutti questi progetti sono di proprietà e vengono gestiti da William Reed.
L’organizzazione dichiara di voler utilizzare la propria piattaforma per dare visibilità a un numero crescente di ristoranti e bar, amplificare voci differenti, incoraggiare collaborazioni internazionali e favorire la scoperta gastronomica.
Il suo ruolo rimane quello di promuovere ristoranti e talenti, sostenendo il comparto dell’ospitalità e stimolando il pubblico a viaggiare alla ricerca di nuove esperienze, vicine o lontane.
PromPerú, partner ufficiale della destinazione ospitante
La Commissione per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo del Perù, PromPerú, è un organismo tecnico specializzato collegato al Ministero del Commercio Estero e del Turismo.
PromPerú è responsabile della formulazione, approvazione, attuazione e valutazione delle strategie destinate a promuovere i beni e i servizi esportabili del Paese, il turismo nazionale e quello internazionale.
Fra i suoi compiti rientra anche la promozione e il rafforzamento dell’immagine del Perù quale destinazione turistica e Paese esportatore.
La collaborazione con 50 Best si inserisce quindi in un progetto di posizionamento che utilizza la gastronomia non come attività accessoria, ma come uno dei principali motori di attrazione turistica, sviluppo economico e reputazione internazionale.
S.Pellegrino & Acqua Panna, main partner della manifestazione
S.Pellegrino & Acqua Panna sono i main partner di The World’s 50 Best Restaurants e le acque ufficiali della manifestazione.
Il comunicato le presenta come due fra le principali acque minerali naturali del mondo del fine dining, capaci di interpretare internazionalmente lo stile italiano come sintesi di eccellenza, piacere e benessere.
Tutti i partner di The World’s 50 Best Restaurants 2026
| Partner | Ruolo ufficiale |
|---|---|
| PromPerú | Official Host Destination Partner |
| S.Pellegrino & Acqua Panna | Main Partner e Official Water Partner; sponsor di The World’s Best Restaurant 2026 |
| SevenRooms | Official Booking Platform Partner; sponsor del SevenRooms Icon Award |
| DoorDash | Official Delivery Partner |
| Estrella Damm | Official Beer Partner; sponsor dell’Estrella Damm Chefs’ Choice Award |
| Sosa | Official Ingredients for Chefs Partner; sponsor di The World’s Best Pastry Chef Award |
| illy | Official Coffee Partner; sponsor del Champions of Change Award |
| Aspire Lifestyles | Official Concierge Partner; sponsor delle sciarpe cerimoniali |
| Parmigiano Reggiano | Official Cheese Partner; sponsor della 50 Best Restaurants Scholarship |
| Vik Wines | Official Wine Partner; sponsor di The World’s Best Sommelier Award |
| Lee Kum Kee | Official Sauce & Condiments Partner; sponsor dell’Highest Climber Award |
| Kaviari | Official Caviar Partner |
| Tequila Ocho | Official Tequila Partner |
| Dassai | Official Sake Partner |
L’elenco e le qualifiche dei partner sono quelli indicati nel comunicato ufficiale del 10 luglio 2026.
Lima 2026: il mondo della cucina osserva dove sta andando
Il 4 novembre non conosceremo soltanto il nome del nuovo miglior ristorante del mondo.
Comprenderemo quali cucine, territori, modelli di ospitalità e linguaggi gastronomici stanno guadagnando attenzione all’interno della comunità internazionale.
Lima partirà da una posizione privilegiata: non sarà semplicemente la città ospitante, ma uno dei soggetti principali della narrazione. Central e Maido hanno già dimostrato che la cucina peruviana può raggiungere il vertice. Kjolle, Mérito, Mayta e molte altre realtà raccontano l’esistenza di un movimento che va ben oltre il successo di una singola insegna.
Per l’Italia sarà un appuntamento da seguire con grande attenzione. I sei ristoranti presenti nella classifica 2025 rappresentano altrettanti modelli di eccellenza, ma la sfida sarà comprendere se il nostro Paese riuscirà a rafforzare la propria posizione e a tornare nelle zone più alte della graduatoria.
La 50 Best non è una verità assoluta. È però uno dei luoghi nei quali il mondo gastronomico sceglie ogni anno di guardarsi, riconoscersi e raccontarsi.

Nel novembre 2026 quello specchio si rivolgerà verso il Perù e noi, come sempre, saremo presenti per raccontarvi da vicino ogni sfumatura di questa nuova edizione.

Claudio Sacco – AltissimoCeto.com
